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Sanremo, monologo di Rula Jebreal mette tutti d'accordo sul web

La toccante testimonianza della giornalista palestinese, dopo mille polemiche, ha emozionato e convinto

Emozione e commozione. Tanto attesa e bistrattata, preceduta da mille polemiche, la partecipazione di Rula Jebreal alla prima serata del Festival di Sanremo, al fianco di Amadeus, con Diletta Leotta, ha fatto ricredere in molti.

La giornalista palestinese, abbastanza a suo agio nel ruolo di “prima donna” del Festival come presentatrice, ha dato il meglio di se nel suo attesissimo, e da qualcuno temuto, monologo. Nessuno polemica, nessun accenno alla politica, nessuna questione immigrati. Rula ha portato sul palco dell’Ariston una profonda riflessione sulla violenza contro le donne.

L’inizio, ironico, con il graffio, forse preparato, ad Amadeus: “Stasera facciamo tutti un passo avanti e nessuno indietro” con evidente richiamo alla frase pronunciata dal conduttore un mese nel presentare la fidanzata di Valentino Rossi, Francesca Sofia Novello. E che aveva fatto gridare al sessismo nei confronti di Amadeus.

Ma è andata oltre il semplice snocciolare dati, seppur agghiaccianti, come quello sulle donne oggetto di molestie “ogni 3 giorni viene uccisa una donna, 6 donne sono state uccise la scorsa settimana”. La Jebreal, con citazioni di Battiato e De Gregori qua e là, ha raccontato di se, del suo vissuto, della sua storia, di sua madre: “Mia madre si è suicidata dandosi fuoco per le violenze subite. Il suo corpo era stato luogo della sua tortura perché fu brutalizzata e violentata due volte, la prima a 13 anni”.

E poi una invettiva su quello che spesso sta a margine delle violenze, le domande che spesso vengono rivolte durante i processi e una riflessione: “Sono stata scelta stasera per celebrare la musica e le donne, ma sono qui per parlare delle cose di cui è necessario parlare. Certo ho messo un bel vestito. Domani chiedetevi pure al bar “Com’era vestita Rula? Ma che non si chieda mai più, però, a una donna che è stata stuprata: “Com’era vestita, lei, quella notte?”.

Come il pubblico dell’Ariston, quello virtuale dei social ha applaudito le parole, il sentimento, che Rula ha trasmesso con il suo sguardo, la sua emozione, la sua voce ferma ma a tratti tremante: “Rula che racconta la storia della mamma, la storia di tante donne, con crudezza, con gli occhi lucidi, grazie Rula”; “Un monologo PERFETTO di Rula Jebreal. Un monologo a difesa delle donne, contro la violenza sessuale, la violenza in generale, di denuncia dello schifo che le donne sono costrette a subire per il solo fatto di essere donne. Grazie”; “Rula parla di violenza sulle donne dopo aver vissuto l’esperienza della madre morta suicida dopo aver subito violenza. Non so esistano parole adatte ma le lacrime di sua figlia che la guardava con ammirazione e coraggio forse bastano per tutti”.

E c’è qualcuno che non dimentica la ridda di polemiche, quasi tutte politiche, che ha accompagnato la scelta della giornalista palestinese: “Non la volevate perché preparata. Non la volevate perché è donna che con cultura e preparazione vi fa il culo a strisce. Non la volevate perché sapevate che avrebbe parlato di verità che non volete ascoltare. E invece eccola qui,Rula,a smuoverci l’anima”; “Perché l’intelligenza è anche questo, essere superiore alle polemiche”; “Dove sono quelli che rompevano il ca..o per la partecipazione di Rula Jebreal? Salvini e Meloni sto parlando soprattutto con voi”.

VirgilioNotizie | 05-02-2020 09:51

70th Sanremo Music Festival 2020 Fonte foto: Ansa
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