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Sangue no vax, il papà del bimbo spiega il "no" ai donatori vaccinati. Quando sarà operato: c'è l'annuncio

Il padre del bambino modenese ha spiegato perché hanno richiesto per le trasfusioni del figlio sangue solo da donatori non vaccinati contro il Covid

Di: VirgilioNotizie | Pubblicato il:

Continua a far discutere il caso del bambino modenese in attesa di un’operazione, per il quale i genitori hanno richiesto che fosse sottoposto a trasfusione solo con sangue di donatori non vaccinati con i nuovi vaccini contro il Covid.

L’ospedale Sant’Orsola di Bologna prevede di poter operare il piccolo la prossima settimana. “Aspettiamo che ci portino il bambino”, ha spiegato in alcune dichiarazioni riportate dal ‘Corriere della Sera’ la direttrice generale della struttura Chiara Gibertoni, nominata curatrice speciale dal giudice tutelare dopo che alla madre e al padre è stata provvisoriamente sospesa la potestà genitoriale.

Proprio per commentare la revoca temporanea della patria potestà dei genitori stabilità dal Tribunale dei Minori, è intervenuto a ‘Dritto e Rovescio’, talk show di Rete 4 condotto da Paolo Del Debbio, il padre del bimbo.

Patria potestà revocata, la reazione del padre del bimbo modenese

Sulla decisione del Tribunale dei Minori, il papà del bambino ha detto: “Siamo rimasti basiti. Non pensavamo minimamente che si potesse arrivare a questo in virtù della nostra semplicissima richiesta”.

Il padre del bimbo modenese ha poi spiegato: “Noi non abbiamo mai rifiutato niente, noi abbiamo sempre dato il consenso all’intervento e anche alla trasfusione purché venisse fatta con dei criteri, ossia che il sangue provenisse da donatori non vaccinati con i nuovi vaccini anti Covid”.

Sangue no vax, la versione del papà del bimbo

Il papà del bimbo modenese ha illustrato il punto di vista della famiglia: “Vogliamo escludere qualsiasi tipo di complicanze che possono derivare da eventuali sostanze presenti nel sangue di donatori che si sono sottoposti ai vaccini anti Covid e, per questo motivo, noi abbiamo avuto la perizia di tecnici esperti nel campo. Qui si parla di un ematologo cardiologi, tecnici competenti in questo specifico settore, i quali ci hanno confermato da degli studi effettivamente nel sangue plasma di soggetti di donatori e vaccinati ci può essere la presenza della proteina Spike a distanza anche di tanto tempo e quindi vogliamo escludere qualsiasi tipo di complicanza”.

Il papà del bambino ha spiegato poi qual è l’altra ragione per cui non vogliono sottoporre il figlio a quel tipo di trasfusione: “L’altra ragione è che, considerando che comunque, nello sviluppo e produzione di questi, sono state utilizzate cellule fetali provenienti da feti abortiti volontariamente, noi nella nostra posizione e la nostra sensibilità religiosa non vogliamo avere nessun tipo di collegamento a questo”.

A domanda precisa: “Lei sarebbe disposto anche a una trasfusione di sangue di persone vaccinate se ci fosse una un’emergenza?”, l’uomo ha risposto: “Assolutamente sì, ma anche questo è stato comunque esposto. Ribadisco non abbiamo rifiutato niente. La nostra è una scelta terapeutica non è nessun tipo di rifiuto”.

No vax? La risposta del padre del bambino

Infine, alla domanda: “Lei non si definirebbe no vax o sì?”, il padre del bimbo modenese ha replicato: “Non ha senso questo discorso si vax, no vax, non ha senso. Alimenta solo tensioni inutili e stupide. Non è questione di sì o no vaccino, naturalmente ci adeguiamo ai provvedimenti che sono stati presi pur rimanendo nella convinzione che ci sia stata negata una nostra facoltà e dei nostri diritti, nostri e del bambino”.

Sangue Fonte foto: ANSA

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