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Salvini e la leadership della Lega, Zaia detta la sua linea

Il presidente della Regione Veneto Luca Zaia ha commentato la sua larga vittoria alle regionali e ha parlato del futuro della Lega

“Questo voto è il riconoscimento del mio lavoro da parte dei veneti. Ma anche un segno di protesta verso Roma“. Così in una intervista al Corriere della Sera il presidente del Veneto Luca Zaia, poco giorni dopo la riconferma alla guida della Regione.

“È stata una vittoria strepitosa, che corona la mia storia da leghista. Nel 2020 – ha detto Zaia – il rapporto tra cittadini e governatore diventa viscerale. Ora mi scrivono su Instagram, mail, WhatsApp. Il presidente diventa una sorta di super sindaco. Si sono azzerate le distanze, il cittadino sceglie non solo il partito ma anche l’uomo: non esiste un partito che valga il 70%”.

Sul fatto che la sua lista civica ha preso il 45% dei voti mentre la Lega il 16%, il presidente veneto commenta così: “Nemmeno uno dei miei elettori ignorava che sono un leghista. Non significa che i partiti siano finiti, i partiti sono la sacralità dell’idea e l’identità. Ma i presidenti devono declinare l’identità nel modo migliore”.

“Se guardiamo agli amministratori – continua – i cittadini sono pronti a votare qualunque candidato, anche distante dalle loro idee politiche. Io cerco di rappresentare il Veneto. Non è questione di gestione del Covid, i sondaggi già mi davano al 70%. Io ho ereditato una Regione che era la periferia dell’impero. Ieri eravamo lavoratori e pagatori di tasse, oggi siamo una comunità che spesso detta l’agenda”.

Sulla sua eventuale scalata alla guida del partito, Zaia afferma: “Ma finitela. Non sono minimamente interessato. E non lo ero anche in momenti in cui ci sarebbero state praterie politiche. Non è che si debba cambiare allenatore ogni volta che non si vince una partita”.

“La prima riforma che serve – ha spiegato –  è culturale. Chiaro che il divario tra il modo di pensare delle istituzioni e dei cittadini è sempre più ampio. E la visione del bene comune, anche per i cittadini, deve superare l’individualismo”.

“In questo senso io credo che il voto per me sia un voto di protesta contro una certa politica anacronisticamente distante dal popolo. Se avessimo il famoso Senato delle Regioni alla tedesca, avremmo finalmente il luogo della sintesi. Bisogna abbandonare il centralismo medievale e puntare al nuovo rinascimento con l’autonomia”.

Riguardo al segretario del partito Matteo Salvini Zaia ha detto che “sta facendo un lavoro strepitoso, ha preso in mano un cadavere eccellente e l’ha portato nell’Olimpo. Anche in Toscana: se ci avessero fatto firmare qualche anno fa per il 40%, avremmo detto ‘tutta la vita'”.

“La Lega è cresciuta molto, e come tutte le piante che sono cresciute rapidamente, ha bisogno di un palo, un supporto per poter continuare a crescere. Abbiamo una caratteristica: l’identità. Non dobbiamo perderne un millesimo”.

VIRGILIO NOTIZIE | 25-09-2020 10:54

Elezioni 2020, da Conte a Renzi: i politici che hanno votato Fonte foto: Ansa
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