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Salvini, caso Gregoretti. Pm: "La sua condotta non è reato"

Caso Gregoretti: "Non ci fu sequestro di persona". Il pm Bonomo chiede il non luogo a procedere per il leader della Lega Matteo Salvini

La pubblica accusa chiede il non luogo a procedere per l’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini nel corso del processo di Catania per il caso Gregoretti. L’accusa per il leader della Lega è di sequestro di persona per aver trattenuto a bordo della nave della Guardia costiera migranti soccorsi in mare.

“La sua condotta non costituisce reato”, ha dichiarato il pubblico ministero Andrea Bonomo, consegnando le sue conclusioni al giudice dell’udienza preliminare Nunzio Sarpietro. A renderlo noto è La Repubblica.

La reazione di Salvini

Dopo l’udienza, Matteo Salvini ha commentato su Facebook: “Sentire oggi in aula la pubblica accusa dire che non ho commesso reati, che ho rispettato le norme sia nazionali che internazionali, salvando vite, mi ripaga di tanti mesi di amarezze“.

“Torno oggi tranquillo dai miei figli – ha aggiunto Salvini – e spero che il 14 maggio si chiuda questa vicenda. E ribadisco: se gli italiani mi riattribuiranno responsabilità di governo in maniera diretta e competenze su sicurezza e immigrazione rifarò esattamente quello che ho fatto: combattere gli scafisti e costringere l’Europa a dire che esistiamo”.

Caso Gregoretti, l’udienza nell’aula bunker di Catania

La notizia non giunge inaspettata alla luce dell’operato del procuratore di Catania Carmelo Zuccaro, il quale per due volte, nel corso dell’istruttoria, aveva chiesto l’archiviazione del caso considerando le scelte dell’allora ministro dell’Interno come sue prerogative politiche.

Non dello stesso avviso il tribunale dei ministri di Catania che, con una sua istruttoria, ha domandato e ottenuto dal Parlamento l’autorizzazione a procedere per Salvini.

“Non si può parlare di sequestro di persona – ha detto il pm oggi in aula (con Salvini presente) – il governo condivideva la sua linea politica che era quella della ricollocazione dei migranti in via prioritaria. Non che sia giusto e condivisibile ma si può ritenere che Salvini abbia violato le convenzioni internazionali?”.

“Si può definire illegittima la sua scelta di assegnare tardivamente il porto di sbarco? A mio avviso no. Non dico che moralmente o politicamente la scelta sia stata giusta, ma non spetta a noi dirlo”, ha concluso il pm.

Contrari alle considerazioni di Bonomo le parti civili: alcune rappresentati i migranti trattenuti a bordo, altre facenti parte di alcune associazioni. Le parti civili continuano a sollecitare il gip per definire il rinvio a giudizio di Salvini. Nella fattispecie gli enti coinvolti sono AccoglieRete, Legambiente ed Arci, rappresentate legalmente dagli avvocati Corrado Giuliano, Daniela Ciancimino e Antonio Feroleto, e una famiglia di migranti che era a bordo della Gregoretti, rappresentata dall’avvocato Massimo Ferrante.

L’ultima parte della ‘discussione’, spiega sempre La Repubblica, spetterà al legale Giulia Bongiorno, che ancora una volta cercherà di far leva sul non luogo a procedere nei confronti del suo assistito, Salvini.

Caso Gregoretti, le prossime tappe

Se non ci sarà tempo, la penalista potrebbe fare il suo intervento durante la prossima udienza, fissata per il 23 aprile. Inoltre è già confermata la data definitiva di conclusione dell’udienza preliminare sul caso Gregoretti, che è calendarizzata al prossimo 14 maggio. In quel giorno il Gup Sarpietro leggerà, nell’aula bunker di Bicocca a Catania, la sua decisione.

Due i possibili esiti: il rinvio a giudizio (e quindi la messa in calendario della prima udienza dell’eventuale processo) o una sentenza di non luogo a procedere.

VirgilioNotizie | 10-04-2021 11:31

Salvini e caso Gregoretti: le tappe della vicenda Fonte foto: ANSA
Salvini e caso Gregoretti: le tappe della vicenda
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