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Russia in default sul debito estero, non succedeva dal 1918: le conseguenze per Mosca e l'economia globale

La Russia è in default tecnico, impossibilitata a pagare il debito estero di 100 milioni di dollari a causa delle sanzioni decise dall'Occidente

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La Russia è in default a causa del debito estero. Non succedeva dal 1918, dalla caduta dell’impero degli Zar. A mezzanotte è infatti scaduto il termine di pagamento agli investitori dei suoi bond internazionali.

Un debito di 100 milioni di dollari di interessi su due obbligazioni, una denominata in dollari e una denominata in euro, in scadenza nel 2026 e nel 2036.

Mosca avrebbe dovuto pagare gli interessi il 27 maggio, ma era stato concesso un periodo di proroga di 30 giorni che è scaduto alla mezzanotte del 26 giugno.

Perché la Russia è in default: cosa sta succedendo

In base a quanto stabiliscono i termini delle obbligazioni, se i detentori non ricevono il pagamento entro la fine del periodo di grazia, il Paese è in default.

Gli investitori hanno fatto sapere che non c’è stato alcun segnale da Mosca sul pagamento degli interessi dopo che il primo tentativo è fallito a causa delle sanzioni.

Secondo quanto fa sapere il Cremlino, non ci sarebbero problemi economici in patria, anche grazie alla vendita di gas e altre materie energetiche.

La replica del Cremlino: “Non è un nostro problema”

La Russia sarebbe disposta a pagare il proprio debito, ma le sanzioni occidentali hanno di fatto bloccato gli scambi economici con il resto del mondo.

Dmitry Peskov, portavoce del presidente Vladimir Putin, ha dichiarato all’Interfax che le voci sul default della Russia sono “totalmente infondate”.

Non è un nostro problema” se le sanzioni stanno impedendo agli intermediari di trasferire i pagamenti ai detentori del credito, ha aggiunto. Default tecnico, dunque, che non ha particolare rilevanza per l’economia di Mosca.

Russia in default sul debito estero, non succedeva dal 1918: le conseguenze per Mosca e l'economia globaleFonte foto: ANSA
Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov.

Quali sono le conseguenze del default per la Russia

Il default per la Russia, arrivati a questo punto, ha infatti solo una valenza simbolica, considerando che è già esclusa dai mercati finanziari.

Potrebbe però rendere più difficile l’ingresso del Paese nel mercato dei bond in futuro, e far aumentare notevolmente i costi dei prestiti.

Quali sono le conseguenze del default per il mondo

Gli investitori potrebbero procedere accelerando il processo di pagamento, ma oggi la maggior parte degli asset russi è congelata dalle sanzioni, e non avrebbe senso incassare soldi bloccati.

Per il mondo non ci sono particolari conseguenze: la Russia ha la liquidità per ripagare gli investitori esteri, e quando le sanzioni finiranno potrà farlo.

Si tratta inoltre di una conseguenza delle misure decise dall’Occidente già ampiamente prevista dagli analisti, e neanche l’economia mondiale dovrebbe risentirne.

Non succedeva dal 1918, dopo la Rivoluzione russa

L’ultima volta che la Russia ha dovuto dichiarare il default sul debito estero è stata nel 1918, quando dopo la Rivoluzione russa i bolscevichi di Lenin non vollero onorare i debiti che i governi zaristi avevano contratto con gli altri Paesi.

Nel 1998 invece il crollo del rublo causò un default limitato però al debito domestico, senza conseguenze per il resto del mondo.

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