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Ritrovato dopo 18 anni grazie a app che simula invecchiamento

Scotland Yard valuta di utilizzare la stessa tecnica in altri casi di bimbi scomparsi tanti anni fa, come quello di Maddie McCann

In questi giorni siamo letteralmente inondati di foto e selfie che ci mostrano, impietosamente, come saremo fra trenta, quaranta e anche più, anni. A cedere al richiamo di FaceApp sono un po’ tutto, dai vip ai giovanissimi fino all’insospettabile vicina di casa. Insomma, è “invecchiamento-mania”.

Eppure, l’applicazione ha rivelato di essere preziosa anche in caso di indagini su persone scomparse. Il primo esempio arriva dalla Cina; qui, infatti, Yu Weifeng è stato ritrovato dopo 18 anni dal suo ultimo avvistamento. Rapito quando era solo un bambino, oggi il ragazzo ha 21 anni ed è uno studente a Guangzhou, città in cui vive insieme ai genitori adottivi.

A permetterne il riconoscimento è stata proprio una sofisticata applicazione che simula l’invecchiamento a cui è seguita l’inconfutabile prova del DNA. Ora, il giovane potrà abbracciare di nuovo i genitori. “Non posso che ringraziare la famiglia che lo ha cresciuto per tutto questo tempo. Noi siamo i genitori biologici, ma sono loro ad averlo fatto diventare l’uomo che è oggi”: sono le parole del padre naturale che si leggono su Tgcom.

E la notizia sta, ovviamente, facendo il giro del web a tal punto che anche Scotland Yard sta valutando l’ipotesi di ricorrere a tecnologie di questo tipo per alcuni casi. Fra questi quello della piccola Maddie McCann, scomparsa in circostanze misteriose in Portogallo dodici anni fa.

VIRGILIO NOTIZIE | 23-07-2019 11:58

bimbo-scomparso Fonte foto: 123rf - immagine di repertorio
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