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Rigassificatori, cosa sono e a cosa servono: così l'Italia può rinunciare al gas russo

Cosa sono, come funzionano e dove si trovano i rigassificatori: sono l'arma segreta dell'Italia contro il gas russo

Di: VirgilioNotizie | Pubblicato il:

Una delle preoccupazioni principali dopo il conflitto in Ucraina riguarda gli approvvigionamenti dell’energia e del gas dalla Russia. In seguito alle pesanti sanzioni imposte a Putin, infatti, i prezzi sono schizzati alle stelle ma c’è una possibile soluzione: i rigassificatori in Italia.

Cosa sono i rigassificatori e a cosa servono

I rigassificatori sono degli impianti in grado di trasformare un materiale dallo stato liquido allo stato gassoso. Parlando di energia, è il modo in cui il gas naturale liquido (GNL) viene riportato sotto forma di gas.

Ne ha parlato anche il premier Mario Draghi, secondo cui bisogna puntare su “un aumento deciso della produzione di energie rinnovabili, come facciamo nell’ambito del programma Next Generation EU”.

“Dobbiamo ragionare su un aumento della nostra capacità di rigassificazione”, ha aggiunto Draghi.

Quanti sono e dove si trovano i rigassificatori attivi in Italia

Sono due, attualmente, i rigassificatori attivi. Uno, di tipo offshore, si trova al largo di Rovigo, l’altro è invece onshore a Panigaglia, in provincia di La Spezia.

rigassificatoriFonte foto: ANSA
Sono due i rigassificatori attivi in Italia

Negli ultimi tempi è stato dato il via libera al progetto di metterne in funzione un altro a Gioia Tauro, in provincia di Reggio Calabria, che diventerebbe il più grande del paese.

Ce ne sono poi altri in via di realizzazione in Toscana (tra Livorno e Pisa), a Porto Empedocle e a Brindisi. E ancora altri progetti sono in arrivo.

Rigassificatori, problemi e strategie: l’Italia può rinunciare al gas russo?

La questione più delicata, quando si parla di rigassificatori, riguarda il carattere altamente infiammabile del gas stesso. Una delle preoccupazioni principali è che possano verificarsi incidenti sui territori dove gli impianti sono installati.

Un altro importante dilemma è di tipo strategico: per costruire un nuovo impianto servono circa 5 anni. I tempi sono quindi molto lunghi, per cui sarebbe impossibile avere benefici di breve periodo.

Per costruire nuovi rigassificatori, quindi, bisogna investire ulteriormente in impianti legati all’utilizzo di fonti fossili e dunque eessere dipendenti dai Paesi che esportano gas e metano, come successo con la Russia di Putin.

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