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Rieti, fermo per l'omicidio di un 17enne. Il giovane ucciso per errore: i colpi indirizzati al padre

Le indagini dei carabinieri si sono scontrate con il muro di silenzio eretto dalla comunità nomade. Decisive le immagini delle telecamere

Di: VirgilioNotizie | Pubblicato il:

C’è un fermo per delitto del 17enne Piopaolo Mirabile. Si tatta di un uomo nato nel 1988, già noto alle forze dell’ordine.

Omicidio 17enne a Rieti, che cosa è successo il 30 novembre. La fuga del sospettato

Mirabile era deceduto lo scorso 4 dicembre in seguito alle ferite riportate per un colpo di pistola alla testa, sparato il 30 novembre.

Il destinatario della misura cautelare aveva invece fin dalle prime ore dopo l’omicidio fatto perdere le proprie tracce, dandosi alla fuga, al punto che i militari sono riusciti ad individuarlo dopo alcuni giorni.

Mirabile era membro della comunità nomade della cittadina laziale, così come il sospettato.

Le indagini tra i membri della comunità nomade: il muro di omertà, silenzio anche dai genitori della vittima

Riguardo alle indagini, i carabinieri hanno fatto riferimento al muro di omertà eretto dall’intera comunità nomade, a cui appartengono sia la vittima che il presunto omicida. Per i carabinieri, anche la madre e gli altri familiari della vittima hanno contribuito al generale silenzio su quanto accaduto.

La ricostruzione: il giovane rom ucciso per errore. Nella lite, forse facilitata dagli alcolici, il movente

A orientare le indagini è stata l’individuazione di alcuni bossoli e numerose bottiglie di alcolici, ma anche le immagini di alcune telecamere che, poco distanti dal luogo ove era stata invece segnalata inizialmente la sparatoria, avevano ripreso tutte le fasi precedenti e successive dell’evento, immortalando anche l’autore mentre sparava più colpi d’arma da fuoco.

Dalla visione delle immagini, sarebbe emerso che l’obiettivo dell’attentato non era il 17enne, ma il padre. Il giovane sarebbe stato colpito alla testa, a causa di un errore, essendo infatti seduto a fianco del genitore all’interno di un’automobile.

Il movente, è l’ipotesi degli inquirenti, sarebbe una lite, alimentata forse dall’abuso di alcolici. Il litigio sarebbe avvenuto quindi tra il padre della vittima e il presunto omicida, peraltro alla presenza di numerose persone, alcune delle quali, successivamente interrogate, hanno negato di essere presenti al momento del delitto nonostante le registrazioni dimostrassero il contrario.

I carabinieri hanno rintracciato il presunto omicida mentre cerava di trovare rifugio presso alcuni componenti della comunità nomade rietina.

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