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Rigopiano, indagato un ufficiale dei carabinieri: la lettera

L'ufficiale sarebbe indagato in merito alle vicende relative alla gestione delle telefonate

L’ex capo della Mobile di Pescara ha scritto una lettera ai parenti delle vittime della tragedia di Rigopiano in cui, come riporta Ansa, si leggono le sue scuse. In seguito alla sua denuncia, sono stati iscritti nel registro degli indagati quattro carabinieri.

“Voglio innanzitutto chiedere scusa come uomo delle istituzioni per le disgustose ed assurde vicende che voi, familiari delle vittime di Rigopiano, siete da tempo costretti a vivere, in preda ad un comprensibile e crescente sgomento”, questo il contenuto della lettera inviata dall’ex capo della Mobile di Pescara al Comitato Vittime di Rigopiano.

Intanto, dopo la notizia pubblicata dal Messaggero dell’iscrizione sul registro degli indagati del tenente colonnello M.d.P. in merito all’inchiesta su Rigopiano, massimo riserbo e tranquillità trapelano dagli ambienti dell’Arma dei carabinieri a Pescara.

L’ufficiale sarebbe indagato in merito alle vicende relative alla gestione delle telefonate del cameriere G.D.A. dirette verso la prefettura il mattino del 18 gennaio 2017: al momento non è dato sapere le ipotesi di reato, ma gli altri 3 carabinieri forestali indagati in questo filone lo sono per falso materiale e ideologico.

“In attesa da quasi tre anni di giustizia, ma soprattutto di verità”, si legge nella lettera riportata da Ansa, “state invece assistendo a quella che, ai vostri occhi e di quelli di tutta la comunità, appare come una lotta invereconda”.

“Desidero inoltre aggiungere che in quello scritto non ho relazionato ‘contro’, non essendo io lo strumento di nessuno, ma solo ‘a favore’. A favore della verità che sembra tardare ad arrivare, ma che dovrà obbligatoriamente essere tributata alla memoria dei vostri ventinove cari che, solo così, potranno finalmente riposare in pace“, ha scritto l’ex capo della Mobile.

VIRGILIO NOTIZIE | 02-01-2020 15:40

845b7331bf154026b8eb007e2cddec14.jpg Fonte foto: Ansa
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