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Covid, avvertimento del Cts sugli ospedali: "Meglio stare a casa"

Il medico del Comitato Tecnico Scientifico ha spiegato che sarà necessario curare più pazienti in casa per evitare la saturazione degli ospedali

Luca Richeldi, del Comitato Tecnico Scientifico, ha spiegato che suddividere l’Italia nelle zone rossa, arancione e gialla è stato un passaggio importante per fermare la diffusione del coronavirus in questa fase. “È  il risultato di un lavoro di mesi e del continuo confronto con esperti internazionali per migliorarlo”, ha dichiarato al Corriere della Sera. Per la valutazione del rischio sui territori, si è rivelato necessario utilizzare un complesso algoritmo.

“Servono strumenti sofisticati per valutare correttamente l’evoluzione dell’epidemia e mantenere l’equilibrio tra il controllo della diffusione del coronavirus e la salvaguardia delle attività economiche, nei limiti del possibile”, ha aggiunto.

Il lockdown nazionale sarebbe stato troppo difficile da attuare e dannoso, secondo l’esperto. “Chiusure più pesanti e generalizzate non sarebbero sostenibili nel tempo. Ci attendono altri mesi difficili perché l’epidemia influenzale è in arrivo e si sovrapporrà al Covid-19. Solo restando a casa e limitandoci a spostamenti necessari si impedisce al coronavirus di circolare”.

Riguardo le inchieste scattate in Liguria e Campania sui dati del contagio, Richeldi ha spiegato che “non ci sarebbe motivo” per le Regioni “di inviare numeri diversi dalla realtà. Le misure di contenimento che poi vengono indicate non sono punitive, ma difensive per cui deve essere interesse comune di attuarle”.

Nella giornata di domenica 8 novembre ben 5 Regioni non hanno inviato al Governo i dati epidemiologici completi, ed eventuali decisioni di spostamento di fascia sono state rinviate. “Teniamo conto della giornata festiva. E magari pensiamo ottimisticamente anche che ci sia una maggiore cura nella elaborazione di numeri che da qui in poi saranno ancora più importanti”.

Il medico ha spiegato che è difficile “prevedere il futuro guardando il passato, visto che i dati fotografano contagi avvenuti in media due settimane prima. Le epidemie si diffondono rapidamente e si estinguono molto lentamente. Prepariamoci a una maratona“.

Richeldi (Cts): “Senza sintomi gravi meglio stare a casa”

“Il problema non sono più solo le terapie intensive, ma il grande numero di pazienti che, spontaneamente o su consiglio del medico curante, arrivano al pronto soccorso con sintomi. Sono spaventati, spesso è difficile rimandarli a casa e vanno ricoverati. Credo che il fenomeno riguardi almeno un terzo di quelli che entrano in ospedale. Le Regioni stanno chiedendo agli ospedali di aumentare i posti letto ordinari e sub-intensivi. Ovviamente salvaguardando le altre attività cliniche e chirurgiche. Ciò rappresenta un grande sforzo”, ha sottolineato Luca Richeldi sul Corriere della Sera.

“Le persone con sintomi non gravi dovrebbero essere curate a casa quanto più possibile e gestite a distanza”, anche chi non riesce a contattare il medico di base. “Ogni famiglia dovrebbe avere in casa uno strumento indispensabile quanto il termometro, il saturimetro, che serve a misurare il valore dell’ossigenazione nel sangue. Con valori sopra il 92%, si può escludere ragionevolmente la polmonite. In questo caso la malattia può essere gestita a domicilio”.

“La misurazione va effettuata più volte al giorno. La società italiana di pneumologia sta avviando una campagna di donazione. Verranno distribuiti attraverso la rete delle farmacie 40mila saturimetri , soprattutto a famiglie con pazienti affetti da malattie respiratorie. Attualmente credo che meno del 10% degli italiani ne possieda uno”, ha constatato Luca Richeldi del Cts.

VIRGILIO NOTIZIE | 09-11-2020 08:41

Coronavirus, il rapporto Agenas sui posti occupati in ospedale Fonte foto: Ansa
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