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Renzi, dal "fango" su Open alla "gustosa convergenza" con Salvini

Il senatore Iv continua a difendersi sul caso Open, poi annuncia di volere delle scuse da parte di Di Maio sul caso Etruria

Il leader di Italia Viva Matteo Renzi torna a parlare, e a difendersi, sul caso della Fondazione Open, la fondazione nata per finanziare ed appoggiare la politica dell’ex premier. Dopo l’intervento di alcuni giorni fa in Senato, Renzi nel corso di un’intervista rilasciata ai microfoni del Corriere della Sera, ha detto la sua sul caso.

“Dopo le tonnellate di fango che ci hanno scaricato addosso mi pare che i dati siano ottimi: siamo ancora vivi, il tentativo di infanticidio è fallito. Saremo al 10% alle prossime politiche. E da gennaio ripartiremo a girare per tutta Italia” ha ammesso il senatore.

Poi ha proseguito: “Su Open ho parlato in Aula, a testa alta, rispettando il Parlamento e augurando buon lavoro ai magistrati. Mi stupisce la continua diffusione di notizie coperte da segreto, mi stupisce l’invasione di campo di quei magistrati che vogliono decidere che cosa sia un partito politico. La magistratura deve decidere che cosa sia un reato, non cosa sia un partito. Perché quando le forme della politica sono dettate dagli inquirenti ci troviamo davanti alla fine della separazione dei poteri”.

“Siamo al di là della democrazia liberale” l’affondo di Renzi che poi ha ribadito si tratti di un “discorso forse troppo complesso per chi vive di slogan. Ma in tempi di populismo, rivendico la dignità e la bellezza della politica”.

Poi, sulla manifestazione delle sardine di ieri a piazza San Giovanni, ha sottolineato: “Direi che è una vittoria per la partecipazione. Le sardine hanno abbracciato Roma e la capitale ha ricambiato l’abbraccio. Tutto bello. Ora la vera sfida per gli organizzatori è fare il salto. Non è facile. E nessuno di noi può tirare per la giacchetta o dare suggerimenti. Intanto sono stati bravissimi nel togliere il monopolio della piazza a Salvini. Questo è un primo risultato: c’è tanta gente perbene che vuole impegnarsi, partecipare e fare politica. Il futuro di questa storia è tutto da scrivere”.

Caso Popolare di Bari, la richiesta di Renzi

Negli ultimi giorni a tenere banco è la situazione della Popolare di Bari, commissariata nelle scorse ore. Renzi si è detto sicuro: “Tutte le persone responsabili hanno il dovere di dare una mano ai risparmiatori e ai lavoratori. Casomai la vera questione è capire perché sulle banche si sia fatta una campagna vergognosa e squallida in passato contro di noi. Ma ormai è storia”.

Poi sul caso Etruria che vide il governo Renzi coinvolto nel 2015 ha aggiunto: “Il mio Governo nel 2015 fece un intervento coordinato e richiesto da Banca d’Italia senza tirar fuori un centesimo pubblico. Nel 2017 il governo Gentiloni fece un’operazione giusta in difesa soprattutto delle banche venete massacrate da una vergognosa rete di connivenze politiche ed economiche. Quel modello è stato copiato da leghisti e grillini per Genova. E oggi per Bari si fa molto di più. Se ci fosse un briciolo di onestà intellettuale oggi chi ha fatto lo sciacallaggio vergognoso contro di noi – e mi riferisco a politici, opinionisti, commentatori – dovrebbe riconoscere che salvare i risparmiatori era giusto allora, è giusto oggiW.

“Ho imparato a mie spese che in Italia si può parlare male di tutti, persino del Papa, ma non di Banca d’Italia. C’è un comandamento implicito nelle redazioni e nei palazzi: ‘Non nominare il nome del Governatore invano’. Ho fatto una battaglia quando era il momento di farla. Adesso mi interessa il futuro” ha proseguito Renzi.

Il senatore, riferendosi agli attacchi di Di Maio nel passato sul caso Etruria, ha poi dichiarato: “Ha utilizzato contro di noi un linguaggio violento per provvedimenti molto più soft di quelli che voterà stasera in Consiglio dei Ministri. In un mondo normale Di Maio oggi dovrebbe scusarsi, per Etruria come per Bibbiano, ma so che è chiedere troppo: basterebbe che capisse quanto male fanno violenza verbale e menzogne. Il tempo è galantuomo, sempre. E la verità arriva, prima o poi ma arriva”.

Governo, Renzi rassicura Conte

Il senatore Iv poi, rispondendo a chi gli ha chiesto se il governo potesse cadere sul caso della Popolare di Bari, ha seccamente risposto: “Per me no”.

Nelle scorse ore, però, Italia Viva ha dato lo stop al decreto legge: “L’altra sera si è consumata una grave scorrettezza. Prima il premier ha rassicurato tutti sul fatto che non vi sarebbe stato alcun decreto legge. Poi, all’improvviso, si sono convocati i ministri mezzora prima su un testo tutto da verificare. Questo non è il modo di procedere”.

Renzi ha poi concluso: “Ho visto che Conte si è scusato, lo apprezzo. Per noi l’incidente è chiuso”.

Renzi-Salvini, una convergenza “di gusto”

Intanto sui social il senatore di Italia Viva ha fatto sapere ai propri fan di aver provato i Nutella biscuits, ricordando a tratti i messaggi lanciati sullo stesso canale dall’avversario Salvini. “E finalmente si provano i Nutella biscuits. Per me tanta roba” ha scritto il leader Iv che ha scatenato l’ira dei proprio follower.

A molti non è passata inosservata la “convergenza” di gusto tra i due “Mattei”, con alcuni utenti che hanno manifestato disappunto per il messaggio pubblicato ed altri che invece hanno scherzato sull’accaduto: “Così sei indifendibile” ha scritto uno, un altro invece ha polemizzato scrivendo di mettere “anche la felpa” per assomigliare a Salvini.

VIRGILIO NOTIZIE | 15-12-2019 09:51

Manovra, c'è l'accordo. Le reazioni da Renzi a Salvini Fonte foto: Ansa
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