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Renzi: "Meglio un lockdown totale. Cosa farei al posto di Conte"

Il leader di Italia Viva Matteo Renzi ha riacceso la polemica col presidente del Consiglio Giuseppe Conte sul nuovo dpcm

Il fondatore e leader di Italia Viva Matteo Renzi ha sferrato un nuovo attacco al nuovo dpcm introdotto dal premier Giuseppe Conte. In un’intervista a ‘Qn’ ha detto: “Meglio un lockdown totale di queste misure a metà. Stare al Governo significa pensare ai cittadini, non obbedire ai ministri. Chiudere i ristoranti alle 18 non diminuisce i contagiati: aumenta i disoccupati. E il problema non sono i teatri ma le metropolitane. Il dramma non sono le palestre ma l’organizzazione dei tamponi”.

Renzi ha poi spiegato: “Non esiste nessuna crisi politica, ma esiste una grande crisi economica. E questo decreto non risolve il problema dei contagi“.

Il leader di Italia Viva ha poi inviato un messaggio diretto a Conte: “Fossi in lui cercherei di spiegare perché si fanno certe scelte. Il Covid non è un virus a ore. Qual è la base scientifica della decisione? Questo decreto non blocca i contagi ma aumenta i danni. Provocatoriamente, un lockdown totale si spiegherebbe meglio di un lockdown a metà deciso senza alcuna base scientifica”.

Sul nuovo dpcm Renzi ha poi aggiunto: “Il premier sapeva che non eravamo d’accordo. Teresa Bellanova lo ha detto in tutte le sedi. Ho il dovere di ribadirlo perché vedo la disperazione delle persone. Non siamo yes man: stiamo in maggioranza ma abbiamo il dovere di dire la verità”.

A proposito del decreto Ristori, il leader Iv si è augurato che “non ci siano ostacoli burocratici come quelli degli ultimi mesi”. E poi: “Non dimentichiamo che il caos deriva dalla gestione dei tamponi, dai ritardi nei trasporti, dalla debolezza del tracciamento. Importante che i soldi ci siano e arrivino presto”.

Sulle proteste di piazza Renzi ha invece detto: “C’è gente disperata e ci sono camorristi e neofascisti che soffiano sul fuoco. Cambiare il Dpcm aiuterebbe anche a distinguere gli uni dagli altri”.

Sul dialogo con l’opposizione l’ex premier ha infine osservato: “Conte su questo è sempre stato molto timido, quasi sospettoso. C’è da dire, però, che Salvini e Meloni non lo hanno mai aiutato. Alla fine la posizione più seria nelle opposizioni è quella di Berlusconi. Sono d’accordo con il leader di Forza Italia quando chiede di attivare il Mes. Se avessimo chiesto il Mes a giugno oggi avremmo più terapie intensive, più tamponi, più soldi per la sanità. Dire di no non è più ideologia, ma masochismo”.

VIRGILIO NOTIZIE | 28-10-2020 10:13

Nuovo Dpcm, reazioni durissime: da Salvini a Meloni Fonte foto: Ansa
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