,,

Regno Unito, nuovi casi di italiani incarcerati alla frontiera

La situazione alle frontiere del Regno Unito preoccupa l'Unione europea e anche l'Italia: casi di detenzione ed espulsione

Niente visto lavorativo, quindi incarcerati e poi espulsi. E poco importa se fossero atterrati nel Regno Unito per un colloquio di lavoro o per fare un’esperienza da ragazzi alla pari: è quanto riferiscono alcuni cittadini europei, tra cui diversi italiani, che accusano il governo britannico di umiliazioni che hanno provocato stati di shock.

Della questione se ne erano interessati La Repubblica e Politico nei giorni scorsi. Oggi è la testata inglese The Guardian a porre attenzione su quel che sta capitando alle frontiere del Regno Unito. Il punto è che dopo la Brexit sono state poste diverse regole per entrare ed uscire dai territori britannici. Certo nessuno si aspettava di finire in carcere, con ogni cosa portata con sé sequestrata.

Il quotidiano britannico narra di nuovi casi di europei fermati, rinchiusi per ore in prigione (alcuni persino per giorni) e poi espulsi dalle autorità di frontiera. Motivo? Perché non autorizzati a varcare la frontiera del Regno Unito. The Guardian parla di “drammatica e umiliante esperienza subita negli ultimi mesi da altri cittadini europei”.

Nelle scorse ore sarebbero stati più di dieci i cittadini europei, per lo più giovani donne, che sarebbero stati incarcerati e poi espulsi dopo essere giunti all’aeroporto di Gatwick. Una parte di loro sarebbe stata mandata nella prigione Yarl’s Wood Immigration Removal Centre, in Bedfordshire. Il penitenziario dista circa due ore di auto dallo scalo e nella struttura sarebbero stati anche riscontrati dei casi di positività al Covid.

Tra questi, spiega The Guardian, c’era una giovane spagnola di nome Maria, che non appena è stata fermata alla frontiera avrebbe detto agli agenti di essere disposta a tornare in patria a proprie spese. Nulla da fare, però. Le forze dell’ordine sono stata inscalfibili alle sue richieste: “Deve andare nel centro di detenzione Yarl’s Wood”. “Sono ancora sotto shock, mi hanno tolto la libertà e non potevo rivolgermi nemmeno a un avvocato”, ha raccontato la giovane,

Episodi simili li ha descritti La Repubblica, che ha narrato la storia dell’italiana Marta o quella di Eugenia, 24 anni, alle quali è stato sequestrato tutto fino al momento dell’espulsione. Soprattutto niente cellulare, per evitare che venissero fotografate le carceri. Una ragazza ceca, in una situazione simile, dicono le testimonianze, era “disperata”.

Gli episodi andrebbero avanti da un pezzo. La vicenda della sopracitata Marta, come spiega sempre La Repubblica, sarebbe avvenuta lo scorso 17 aprile. La giovane voleva andare a Londra a fare la ragazza alla pari in casa di suo cugino. Però è stata ritenuta alla stregua di una migrante illegale “senza visto lavorativo”. Così è subito stata portata in un carcere vicino all’aeroporto di Heathrow.

“Mi hanno sequestrato tutto”, ha narrato Marta, “anche il cellulare per non divulgare foto o video. Poi la prigione: filo spinato, sbarre alle finestre. Sono scoppiata a piangere. Con me c’era anche una ragazza toscana, detenuta da 5 giorni”.

Nelle scorse ore, incalzato dalla stampa inglese ed estera, Boris Johnson, tramite il suo portavoce, ha dichiarato che “i cittadini europei sono nostri amici e vicini”. Tuttavia nessuna parola è stata spesa sui casi relativi alle detenzioni e alle espulsioni.

“L’approccio che stiamo utilizzando – fanno sapere sempre dal governo britannico – è quello deciso in partenza. La maggioranza dei migranti non ha riscontrato problemi alla frontiera. Continueremo a lavorare in questo modo. Per coloro che vogliono entrare nel Regno Unito abbiamo diffuso il più possibile tutte le informazioni riguardanti i visti e la documentazione necessari. Quindi sanno che”, se non in regola, “potrebbero essere respinti”.

Simile la posizione espressa dal ministero dell’Interno britannico. La Commissione Ue ha fatto trapelare che c’è “preoccupazione” per quel che sta accadendo alle frontiere del Regno Unito.

Per quel che concerne l’Italia, spiega ancora La Repubblica, il sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova, con delega ai rapporti con i Paesi europei e agli italiani all’estero, sta monitorando la situazione ed è in contatto con le autorità diplomatico-consolari a Londra.

L’Ambasciata d’Italia ha eseguito passi formali con le autorità britanniche, insistendo sul fatto che siano rispettate le previsioni del diritto consolare internazionale e che le nostre autorità diplomatiche siano messe al corrente con immediatezza in caso di detenzione di cittadini italiani, così da poter prestargli assistenza consolare.

VirgilioNotizie | 13-05-2021 21:19

gatwick Fonte foto: ANSA
,,,,,,,