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Reggio Emilia, lavaggi del cervello a bimbi in affido: i metodi

Mergono nuovi dettagli dall'inchiesta "Angeli e Demoni" che ha portato a 18 misure cautelari a Reggio Emilia

Emergono nuovi dettagli dall’inchiesta “Angeli e Demoni” che ha portato a 18 misure cautelari a Reggio Emilia, in merito a un giro d’affari che puntava ad allontanare i bambini dalle famiglie per affidarli a genitori adottivi. Il Corriere della Sera riporta alcune testimonianze sui metodi applicati dagli psicologi per effettuare i lavaggi del cervello ai piccoli.

Durante un colloquio con la psicoterapeuta e le due nuove mamme adottive, una bambina ha affermato di sentire la mancanza del suo papà. A questa dichiarazione, la psicoterapeuta ha domandato: “Ma non ti ricordi che hai detto che non lo volevi più rivedere?”. Ma la bambina ha negato, dicendo di non ricordare di aver detto una cosa simile. E incalzando, la psicologa ha indotto nella bambina una paura verso i genitori.

In una diversa occasione, un’altra bambina ha confidato a una psicologa del servizio di neuropsichiatria infantile della Asl di Montecchio Emilia che il padre le toccava le parti intime. A prova di ciò ha fornito due disegni: uno fatto da lei, l’altro presumibilmente manomesso affinché suggerisse l’idea dell’abuso.

Secondo quanto riportato dal Corriere, sull’accusa di violenza privata rivolta a una psicologa arrestata, è emerso l’utilizzo di uno strumento che inviava impulsi elettromagnetici ai minori. Il suo utilizzo doveva servire a ricordare “le cose brutte” senza fidarsi “delle persone che dicono di volerti bene”, di fatto influenzandone il giudizio e la memoria.

VIRGILIO NOTIZIE | 28-06-2019 08:09

carabinieri Fonte foto: ANSA
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