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Eutanasia, raccolta firme per il referendum di Marco Cappato

Via alla raccolta firme per il referendum per legalizzare l'eutanasia proposto dall'associazione Luca Coscioni: cosa prevede e perché è stato proposto

Parte ufficialmente la raccolta firme per il referendum sull’eutanasia legale promosso dall’associazione Luca Coscioni e presentato il 17 giugno nella sala stampa della Camera dei Deputati. Per l’iniziativa sono già stati allestiti banchetti a Milano, tra Corso Garibaldi e via Statuto, e a Roma, in Largo Argentina. Entro fine mese dovrebbero arrivare in tutta Italia.

Cosa prevede il referendum per l’eutanasia legale promosso da Marco Cappato

Il referendum è stato depositato lo scorso 20 aprile alla Corte di Cassazione. Il testo prevede l’abrogazione parziale dell’articolo 579 del codice penale.

Noto come omicidio del consenziente, impedisce la realizzazione della eutanasia attiva, cioè le operazione per il fine vita portate avanti attraverso la somministrazione di farmaci, come avviene in Olanda o Belgio. Il reato è punito con reclusione fino a 15 anni.

L’altro articolo che regola nel nostro ordinamento l’eutanasia è il 580, ovvero l’istigazione o aiuto al suicidio. Con due sentenze della Corte di Cassazione e della Corte Costituzionale, sono state poste delle deroghe in casi specifici e assimilabili a quello di Dj Fabo, aiutato dall’attivista Marco Cappato a procedere con il fine vita.

Perché si stanno raccogliendo le firme per il referendum per l’eutanasia legale

“Se entro il 30 settembre non saranno consegnate in Corte di Cassazione almeno 500 mila firme autenticate e certificate non sarà più possibile in questa legislatura approvare il referendum”, ha dichiarato lo stesso Marco Cappato, tesoriere dell’associazione Luca Coscioni.

Nella migliore delle ipotesi questo significherebbe “avere una legge tra quattro o cinque anni, forse sette o addirittura otto“, ha riferito ancora in conferenza stampa.

Il referendum per il fine vita, ha spiegato, potrebbe ribaltare la situazione attuale che “tiene fuori due fattispecie di pazienti”. Ovvero “chi non è tenuto in vita da sostegni vitali, ad esempio i malati di cancro come Daniela”, 37enne foggiana morta con tumori sistema neuroendocrino, al pancreas e al fegato che si era rivolta all’associazione per andarsene alle sue condizioni.

“E i pazienti che non sono in grado di darsi la morte da soli, perché immobilizzati totalmente e che quindi avrebbero bisogno dell’eutanasia. Ecco perché è urgente in questo momento la mobilitazione per la raccolta delle firme”, ha sottolineato.

“Chiunque può partecipare alla campagna referendaria, che vede già oltre 5 mila volontari che si sono registrati e centinaia di autenticatori”, ha concluso Marco Cappato.

VirgilioNotizie | 18-06-2021 11:18

cappato Fonte foto: ANSA
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