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Ragazzi travolti dal fiume Natisone a Premariacco, la Procura indaga per omicidio colposo: dubbi sui soccorsi

La Procura di Udine ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo per accertamenti sui soccorsi per i ragazzi travolti dal fiume Natisone a Premariacco

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La Procura di Udine ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo contro ignoti sul caso dei ragazzi travolti dal fiume Natisone a Premariacco. Il Procuratore ha chiarito che gli accertamenti saranno necessari per chiarire se i soccorsi siano stati tempestivi.

L’inchiesta per omicidio colposo della Procura

Omicidio colposo contro ignoti: è l’inchiesta aperta dalla Procura di Udine in merito alla vicenda dei tre ragazzi morti dopo essere stati travolti dalla piena del fiume Natisone a Premariacco. Lo ha comunicato nel corso di una conferenza stampa il Procuratore della Repubblica di Udine, Massimo Lia.

“Abbiamo aperto un’inchiesta per omicidio colposo contro ignoti: in queste vicende, per procedere bisogna configurare responsabilità di tipo omissivo, non commissivo” ha detto il Procuratore, come riportato dall’ANSA.

Ragazzi travolti dal fiume Natisone a Premariacco, la Procura indaga per omicidio colposo: dubbi sui soccorsiFonte foto: ANSA
Un’immagine dei soccorsi sul fiume Natisone, a Premariacco, sui quali la Procura ha aperto un’indagine per omicidio colposo in seguito alla morte dei tre ragazzi travolti dalla corrente

“Condurremo tutti gli accertamenti del caso, per accertare se i soccorsi sono stati tempestivi. Mi preme, però, segnalare che, allo stato attuale, non ci sono elementi specifici che ci fanno andare in questa direzione – ha poi chiarito Lia – ma le verifiche sono in fase iniziale”.

Le responsabilità nella morte dei ragazzi travolti dal Natisone

Ci sono di sicuro alcuni punti da chiarire nella vicenda dei tre giovani morti dopo essere stati travolti dal fiume Natisone a Premariacco, a partire dall’assenza dei cartelli di segnalazione del pericolo di piene improvvise, presenti invece nei pressi di altri accessi al corso d’acqua distanti solo pochi chilometri.

C’è poi la questione del primo elicottero di salvataggio, partito da Venezia, ovvero da circa 150 km di distanza dal luogo nel quale si è verificata l’emergenza. Un punto controverso, dato che il secondo elicottero partito per l’intervento di salvataggio, quello richiesto dal personale di terra dei pompieri giunto in zona, è arrivato prima.

La correttezza dei protocolli è comunque già stata accertata, motivo per il quale le indagini serviranno più per migliorare le tempistiche dei soccorsi, nel tentativo di renderli più efficaci in caso di imprevisto.

Le indagini sulla morte dei tre giovani a Premariacco

E dopo che il ministro con delega alla Protezione civile, Nello Musumeci, ha chiesto una relazione dettagliata sulle primissime attività di soccorso attivate in seguito all’allarme lanciato dai tre ragazzi morti nel Natisone, proprio per far chiarezza sulla dinamica dell’attivazione dei soccorsi, il prefetto di Udine, Domenico Lione, ha acquisito i tabulati telefonici relativi alle richieste di aiuto.

“Patrizia ha fatto quattro telefonate al numero unico di emergenza 112, l’ultima delle quali senza risposta – ha detto il Procuratore di Udine – La prima chiamata è delle 13.29, le altre nei minuti immediatamente successivi”.

“Dai primi accertamenti, tutto si è svolto in un arco temporale che si può quantificare grossolanamente in mezz’ora – ha poi aggiunto Massimo Lia – Da una situazione di apparente tranquillità, quel tumultuoso scorrere del fiume Natisone che poi li ha travolti”.

natisone-ragazzi-fiume-premariacco Fonte foto: Vigili del Fuoco
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