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Quando riaprono ristoranti, palestre e spiagge: che estate sarà

Tra i nodi principali, il coprifuoco. Determinante per il servizio al tavolo, verrà rivisto il 17 maggio

Si avvicina l’estate e gli italiani sognano vacanze, notti bianche e volti liberi dalle mascherine. Non si tratta di velleità, naturalmente. Anche perché dietro ai tentativi di elevare la qualità della vita ci sono le esigenze, di carattere economico, e in alcuni casi di sopravvivenza, di ristoratori, baristi, lavoratori dello spettacolo, dipendenti e imprenditori del settore turistico, ecc.

Chiedersi che estate sarà significa quindi pesare diversi elementi e trovare un equilibrio ideale: tra questi, il rischio di aumentare il numero di contagi, quindi di persone in terapia intensiva o decedute, le esigenze economiche di interi settori in ginocchio a causa del Covid e la salute mentale di tantissimi cittadini che non vedono l’ora di tornare alla sospirata vita di prima. Ecco quindi qualche punto fermo e qualche ipotesi per capire come il governo intende accompagnare il ritorno alla normalità,

Quando finisce il coprifuoco delle 22

Il coprifuoco, si sa, è il pomo della discordia nella maggioranza. Alle richieste della Lega, favorevole all’abolizione totale del divieto di circolazione dopo le 22, il governo ha risposto con la promessa di un tagliando a metà mese. La data per una valutazione potrebbe essere il 17 maggio, e comunque verso la metà del mese. In campo la possibilità di estere il coprifuoco di un’ora o addirittura due (un’ipotesi emersa dai retroscena riportati sui principali giornali).

In vista della data fatidica, gli “aperturisti” fanno sentire la propria voce. Venerdì la richiesta delle Regioni, ufficializzata da Massimiliano Fedriga, governatore del Friuli Venezia-Giulia e presidente della Conferenza delle Regioni: gli enti locali vorrebbero spostare l’ultima chiamata per il rientro a casa alle 23. Venerdì il no del Senato all’emendamento di Fratelli d’Italia per estendere il coprifuoco alle 24.

Quando riapriranno i ristoranti (anche al chiuso)

A sperare in un ridimensionamento dei limiti del coprifuoco sono soprattutto i ristoratori. Il servizio al tavolo potrebbe infatti essere consentito fino alle 22:30 o alle 23:30, dipende da quando (e se) scatterà il nuovo divieto di circolazione. Non è detto che le nuove concessioni basteranno da sole a placare gli imprenditori di uno dei settori più colpiti dalla pandemia. “Dal 7 (oggi, ndr) maggio chi vuole salvare se stesso e le proprie attività aprirà a pranzo e cena, sia all’aperto, sia al chiuso”, hanno gridato a Montecitorio i ristoratori del Movimento imprese ospitalità (MIO), che intendono far riferimento al protocollo e alle nuove linee guida (più permissive) sottoscritte dalla Conferenza delle Regioni il 28 aprile scorso.

Al momento la riapertura delle attività di ristorazione al chiuso è prevista dal primo giugno, ma le categorie professionali possono contare sulla sponda degli enti locali. Anche su questo i governatori sono su una linea più aperturista e Fedriga avrebbe chiesto di anticipare al 17 maggio la riapertura delle attività anche al coperto. La data del 17 è strettamente legata e quella dell’ultimo monitoraggio prima del lunedì a metà del mese. Alla luce dei dati di venerdì, infatti, il governo potrebbe decidere quanto allentare le norme anti-Covid.

Un caso particolare riguarda il caffè al banco, che potrebbe essere autorizzato in sintonia con le maggiori autorizzazioni per i ristoranti. Attualmente è possibile ordinare un caffè al bar ma solo per l’asporto o da consumare in un’area attrezzata all’aperto.

Quando riapriranno palestre e centri commerciali

La data c’è già. Si tratta del 15 maggio. Ripresa delle attività per piscine all’aperto e centri commerciali nel fine settimana. Il primo giugno invece al via le palestre. Il 15 luglio partiranno nuovamente le fiere. Il primo luglio invece i parchi tematici, i congressi e le sale convegni.

Quando riapriranno le spiagge

Sugli stabilimenti balneari il governo ha deciso di andare in ordine sparso, delegando alle Regioni la decisione su quando rendere accessibili nuovamente le spiagge. Campania, Lazio, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana sono parzialmente già partite. Il Veneto guarda al weekend dell’8 e 9 maggio, mentre la Puglia aspetterà il 15 maggio. In Abruzzo e Marche semaforo verde da giugno, mentre la Sicilia e la Sardegna sono condizionate dal colore e aspettano il ritorno in zona gialla (al momento, la prima è in arancione, la seconda in bilico tra giallo e arancione).

Quando riprenderanno i matrimoni

Forse non è la prima cosa che viene in mente, ma anche l’economia legata ai matrimoni sta molto soffrendo. Rientra nei settori rimasti fuori da qualsiasi programmazione, ma non per questo trascurabili. La cabina di regia ha intenzione di tornare sulla regolamentazione delle cerimonie entro metà mese corrente, forse ispirandosi alle direttive già stabilite per le navi da crociera.

Che cos’è il green pass (certificato verde) e cosa consente di fare

Ha avuto una grande risonanza mediatica la misura del certificato verde, il via libera rilasciato dalle autorità sanitarie che consente ai cittadini italiani di lasciare le regioni rosse e arancioni. I modi per ottenerlo sono tre: un tampone negativo nelle ultime 48 ore; una dichiarazione che attesti l’avvenuta vaccinazione; la guarigione da Covid negli ultimi sei mesi, da dimostrare anch’essa con un documento.

Ebbene il certificato verde sarà utilizzato presto anche dai turisti stranieri, che saranno autorizzati a viaggiare in Italia se in possesso di almeno uno dei tre requisiti. Una misura tramite la quale il presidente del Consiglio intende rilanciare uno dei principali motori dell’economia nazionale. Il certificato verde potrebbe, ma l’ipotesi è ancora allo studio, autorizzare le persone che ne sono in possesso alla partecipazione agli eventi, attualmente al palo. Si pensa soprattutto a stadi e concerti.

Una corrispondente misura a livello europeo è il green pass. In arrivo alla metà di giugno, consentirà maggiore libertà di movimento a livello continentale.

Gli ultimi numeri del Covid

Naturalmente nella programmazione delle riaperture c’è un convitato di pietra: i numeri. Qualsiasi decisione sarà assunta dal governo sulla base degli indici del contagio. Che al momento ispirano sicuramente fiducia. In base ai dati all’ultimo monitoraggio dell’Istituto Superiore di Sanità, la quantità di positivi è in riduzione in tutta Italia, con un Rt che sale allo 0,89% dallo 0,85% della settimana scorsa e che naturalmente risente del peso delle riaperture.

“Questa settimana in tutte le Regioni e province autonome si è registrata una decrescita”, ha dichiarato in conferenza stampa il presidente dell’ISS Silvio Brusaferro, che ha contestualmente segnalato come l’età media dei contagi sia scesa a 41 anni, mentre quella dei ricoveri a 65. Aumentano però i positivi tra i bambini compresi tra gli 0 e i 9 anni di età. All’opposto, decrescono i numeri della pandemia tra gli over-80: “Un effetto delle vaccinazioni”, ha chiarito Brusaferro.

VirgilioNotizie | 07-05-2021 18:50

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