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Quali sono i sintomi del tumore neuroendocrino, la neoplasia rara che ha colpito Fedez: come si può curare

Fedez è stato operato al San Raffaele per un cancro al pancreas: cos'è il tumore neuroendocrino, quali sono i sintomi e come si può curare

Di: VirgilioNotizie | Pubblicato il:

Fedez è stato operato al pancreas: i medici del San Raffaele hanno rimosso il tumore neuroendocrino, neoplasia che fa registrare in Italia, ogni anno, meno di 3 mila casi. In sostanza, il tumore si riscontra in meno di 6 persone ogni 100 abitanti: questa caratteristica lo rende raro. Ma quali sono i sintomi? E come si può curare? Ecco tutto quello che c’è da sapere.

Tumore neuroendocrino: cos’è e quali sono i sintomi

Il tumore neuroendocrino, noto con l’acronimo NET (dall’inglese Neuroendocrine Tumors), è una neoplasia che si crea attraverso la combinazione di cellule endocrine presenti in un organo. Si verifica più frequentemente in:

  • intestino;
  • stomaco;
  • pancreas (come nel caso di Fedez);
  • polmoni.

Si tratta di un tumore raro che rappresenta meno dello 0,5% di tutti i tumori maligni, sebbene le diagnosi siano aumentate negli ultimi anni grazie al diffuso utilizzo di tecniche radiologiche ed endoscopiche.

Si stima che in Italia ci siano tra i 4 e i 5 nuovi casi all’anno ogni 100 mila persone, per un totale di circa 2.700 diagnosi. Sono dati forniti dal San Raffaele, centro di eccellenza per ciò che concerne il trattamento dei NET, dove si è operato lo stesso Fedez.

Fedez operato tumore pancreasFonte foto: Instagram Ferragni
La foto pubblicata da Chiara Ferragni: nello scatto è sul letto dell’ospedale San Raffaele insieme al marito, Fedez, dopo l’operazione al pancreas

Tumore neuroendocrino: quali sono i sintomi

I tumori neuroendocrini vengono classificati in due gruppi:

  • tumori non funzionanti;
  • tumori funzionanti.

Alla prima categoria appartengono quelli “non secernenti”: sono i più frequenti e nella maggior parte dei casi sono asintomatici. Significa che solo una diagnosi casuale può scovarlo. Spesso questo avviene durante esami endoscopici o radiologici, eseguiti per altri motivi.

Si possono comunque verificare dei sintomi, che ovviamente dipendono dall’organo coinvolto:

  • anemia;
  • sanguinamento;
  • dolori addominali;
  • vomito;
  • dimagrimento;
  • ittero.

Ci sono poi i “tumori funzionanti”, che producono in quantità eccessiva alcuni ormoni che possono causare diversi sintomi tra cui:

  • diarrea e arrossamenti del volto (sindrome da carcinoide);
  • ipoglicemia (insulinoma);
  • bruciore allo stomaco e vomito (gastrinoma).

In una piccola percentuale di casi i tumori neuroendocrini sono associati a sindromi ereditarie quali:

  • Neoplasia Endocrina Multipla tipo 1 (MEN1);
  • sindrome di von Hippel-Lindau (VHL);
  • neurofibromatosi tipo 1 (NF1);
  • sclerosi tuberosa (ST).

Tumore neuroendocrino: come si cura

Il tumore neuroendocrino, in molti casi, presenta una crescita lenta e poco aggressiva. Ci sono però le eccezioni: a volte i NET crescono rapidamente e danno luogo anche metastasi a distanza.

Proprio per questo, si distinguono due forme:

  • forma localizzata, quando il tumore è confinato all’organo di origine;
  • forme metastatica, caratterizzata da un’estensione del tumore ad altri organi distanti da quello di origine. Le metastasi si possono localizzare in qualunque organo ma quelli maggiormente colpiti sono fegato, ossa e polmoni.

Il tumore neuroendocrino, comunque, si può curare. Ci sono diverse terapie, come spiegato dal San Raffaele:

  • chirurgia: è la terapia di prima scelta nella maggior parte delle forme localizzate e in casi selezionati di tumori metastatici (ed è a questa che è ricorso Fedez);
  • analoghi della somatostatina, ormoni sintetici che possono rallentare la crescita del tumore e controllare la sintomatologia nel caso dei tumori funzionanti;
  • terapia radiorecettoriale, in cui si utilizza un farmaco analogo della somatostatina radiomarcato per via endovenosa che permette l’irradiazione selettiva delle cellule tumorali;
  • terapie a target molecolare, farmaci a target molecolare che si somministrano per bocca e sfruttano la presenza di specifici bersagli;
  • chemioterapia, riservata a pazienti affetti da tumori avanzati utilizzando in genere combinazioni di farmaci;
  • terapie loco-regionali che si basano su procedure mininvasive di radiologia interventistica e vengono utilizzate per metastasi del fegato difficilmente asportabili chirurgicamente o multiple (ablazione – chemioembolizzazione epatica).

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fedez-tumore Fonte foto: Instagram Chiara Ferragni
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