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Processo ai genitori di Renzi, la difesa del padre

"Ho sempre lavorato: non ho avuto bisogno di avere il figlio premier per lavorare", scrive Tiziano Renzi nella sua memoria

I coniugi Tiziano Renzi e Laura Bovoli, attraverso i loro legali, hanno depositato alcune dichiarazioni spontanee per il processo che li vede imputati a Firenze, insieme all’imprenditore Luigi D’Agostino, per aver emesso delle fatture false. Nonostante i due non fossero presenti in aula, l’avvocato ha potuto leggere alcuni passaggi dalla memoria difensiva del padre dell’ex premier Matteo Renzi.

“Ho sempre lavorato: non ho avuto bisogno di avere il figlio premier per lavorare”, afferma in un passaggio ripreso da ANSA Tiziano Renzi. Riferendosi poi alle fatture scrive: “Non c’è nessuna fattura falsa solo tante tasse vere, tutte pagate fino all’ultimo centesimo: questo è ‘oggettivamente esistente’. Mi indigno quando sento parlare di evasione, di lavoro nero, di assurdità che non mi hanno mai riguardato”. Riguardo alla fattura da 140.000 euro più Iva pagata alla Eventi 6 srl, riconosce di aver lavorato “per mesi, su incarico e per conto della società Eventi 6 srl, con Luigi Dagostino, che aveva rivoluzionato il nostro territorio con il concetto dell’outlet”.

E chiarisce anche il suo ruolo nella progettazione marketing: “Ideare un progetto di sviluppo, lavorare mesi su questo sarebbe una ‘prestazione oggettivamente inesistente’? Questa è la mia vita. Ho sempre fatto questo“. In risposta all’accusa di assenza di incarichi formali, spiega che “nella mia esperienza lavorativa non ho quasi mai ricevuto un formale incarico. In 35 anni la stragrande maggioranza degli incarichi avuti venivano dati con una stretta di mano, realizzati e saldati pagando tutte le tasse”. Parlando invece dell’impatto sulla loro vita della carriera politica dell’ex premier, dice: “Quando mio figlio è diventato presidente della Provincia nel 2004 la prima conseguenza è stata abbandonare tutti i rapporti con società partecipate di enti pubblici, a cominciare da quello con la Centrale del Latte di Firenze”.

Se è un reato chiamarsi Renzi, allora sono colpevole, non c’è bisogno nemmeno di celebrare un processo”, conclude. “Giudicatemi, invece, per le prestazioni che ho svolto e per le tasse che ho pagato, non per il nome che porto. Sentirsi accusato di falsa fatturazione per chi ha sempre pagato tutte le tasse fino all’ultimo centesimo è avvilente”.

L’avvocato Federico Bagattini ha confermato la difesa del padre di Renzi, chiarendo che i due coniugi hanno assicurato che “le due fatture sono assolutamente vere, relative a prestazioni effettivamente eseguite, e che tutte le tasse e le imposte relative a questa fatturazione sono state regolarmente versate”.

VirgilioNotizie | 15-07-2019 17:23

genitori-renzi Fonte foto: ANSA
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