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Poliziotti uccisi, a Trieste i funerali di Rotta e Demenego

Migliaia di persone si sono radunate a Trieste per l'ultimo saluto ai due agenti che hanno perso la vita

Nella mattinata di oggi, mercoledì 16 ottobre, si svolgono nella chiesa di Sant’Antonio Taumaturgo a Trieste i funerali di Pierluigi Rotta e Matteo Demenego, i due poliziotti rimasti uccisi nella sparatoria che ha avuto luogo Questura di Trieste lo scorso venerdì 4 ottobre.

I familiari dei due agenti uccisi, giunti in chiesa, sono stati accolti da un lungo applauso. I due carri funebri, avvolti nei tricolori, sono stati portati a spalla all’interno della chiesa, gremita di persone, tra due ali di forze dell’ordine schierati in picchetto.

Tante le autorità presenti in chiesa per l’ultimo saluto a Rotta e Demenego. Tra questi ci sono il ministro degli Interni Luciana Lamorgese e il viceministro Matteo Mauri, il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli, il capo della Polizia Franco Gabrielli, il Presidente della Camera Roberto Fico, la vicepresidente del Pd Debora Serracchiani e i sindaci di Trieste, Gorizia e il vicesindaco di Pordenone. Migliaia le persone radunatesi lungo la strada, dalla Questura alla chiesa di sant’Antonio.

Il Capo Direzione anticrimine centrale Francesco Messina, a margine dei funerali, ha commentato in alcune dichiarazioni riportate da ‘Ansa’: “È un giorno triste e doloroso, ma è anche un giorno che ci fa capire quanto il Paese ci stia vicino. Quando il Paese, in situazioni di questo tipo, risponde in questa maniera, ciò serve a lenire la nostra ferita. Oggi ci lecchiamo le nostre ferite e ci stringiamo tra di noi perché questi ragazzi sono due membri della nostra famiglia. Oggi abbiamo la consapevolezza di poter continuare a garantire la sicurezza per questo Paese”.

Funerali poliziotti uccisi a Trieste: l’omelia dell’arcivescovo Crepaldi

L’arcivescovo, mons. Giampaolo Crepaldi ha aperto così l’omelia durante la messa per i funerali: “Con questa santa Messa funebre, Trieste vi offre il suo ultimo e affettuoso saluto, mentre resta fisso nella memoria di tutti il 4 di ottobre, festa di san Francesco, Patrono d’Italia, quando una follia omicida, spropositata e crudele, ha privato le vostre giovani vite di un futuro pieno di propositi e progetti”.

Il monsignore ha poi detto a proposito della sparatoria alla Questura di Trieste: “Dopo quel tragico pomeriggio, la città di Trieste, unita e composta in maniera esemplare, ha allargato le sue braccia, stringendovi in un abbraccio corale, forte e commosso. Un abbraccio che si è allargato ai vostri genitori e familiari, colpiti dal desolante vuoto della vostra scomparsa. Un abbraccio reso ricco da una concorde riconoscenza per il loro difficile lavoro, non sempre adeguatamente compreso e valorizzato”.

“Con questo abbraccio”, ha poi sottolineato Giampaolo Crepaldi, “Trieste ha voluto dire a se stessa e agli altri che il suo presente e il suo futuro devono essere nel segno della pace civile, del rispetto reciproco e di una concordia operosa e feconda di bene“.

VirgilioNotizie | 16-10-2019 12:56

Poliziotti uccisi a Trieste: omaggio all'Altare della Patria Fonte foto: Screenshot da video Ansa
Poliziotti uccisi a Trieste: omaggio all'Altare della Patria
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