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Caos procure, arrestato l'avvocato Piero Amara: chi è

L'avvocato Piero Amara, che a maggio aveva svelato l'esistenza della presunta "loggia Ungheria", è stato arrestato

L’avvocato Piero Amara è stato arrestato nell’ambito di un’operazione della Guardia di Finanza e della Polizia coordinata dalla Procura di Potenza. La notizia è stata confermata dalla Gazzetta del Mezzogiorno. La procura ha disposto altre misure cautelari, tra carcere e domiciliari. In cella anche un poliziotto, Filippo Paradiso. Coinvolto anche Carlo Maria Capristo, ex procuratore di Taranto, sottoposto a obbligo di dimora. Amara, invece, è finito in carcere. Domiciliari anche per l’avvocato trapanese Giacomo Ragno.

L’indagine riguarda presunti favori chiesti e ottenuti da Capristo in collegamento con l’ex Ilva di Taranto.

Arrestato Carlo Maria Capristo, ex procuratore di Taranto

Per l’ex capo della Procura di Taranto, Carlo Maria Capristo, sono scattati i domiciliari a Bari.

Secondo quanto riportato dall’Ansa, i fatti contestati risalirebbero al periodo nel quale Capristo era procuratore a Taranto e riguarderebbero anche l’ex Ilva.

Nel maggio 2020 Capristo è stato arrestato (era tornato libero ad agosto) nell’ambito di un’altra inchiesta per la quale è attualmente a processo per tentata concussione, falso in atto pubblico e truffa aggravata.

Caos procure, arrestato Piero Amara: chi è

Piero Amara, 52 anni, lavorava per l’Eni. Come ricostruito dalla Stampa, con i suoi ultimi verbali ha fatto traballare le istituzioni. Aveva messo in piedi il ‘metodo Siracusa‘ per dirottare inchieste scomode per l’Eni petrolifero a procuratori ‘amici’, che poi avrebbero provveduto a insabbiare tutto.

Lo stesso metodo era stato applicato al Consiglio di Stato e alla magistratura contabile siciliana.

Nel 2018 era stato incastrato con un’inchiesta che ha coinvolto più procure: Giuseppe Pignatone (Roma), Maurizio De Lucia (Messina) e Francesco Greco (Milano).

Amara era finito in carcere nel febbraio 2020 per scontare un cumulo di pene di 3 anni e 8 mesi.

Dopodiché è stato indagato anche a Milano sul presunto depistaggio nel caso EniShell/Nigeria e a Perugia per il caso Palamara. Da anni riempie verbali di presunte rivelazioni.

Piero Amara e la “loggia Ungheria”: di cosa si tratta

Recentemente, Amara aveva rilasciato dichiarazioni sui pubblici ministeri di Milano, parlando della presunta “loggia Ungheria” ai microfoni di Piazzapulita, trasmissione in onda su La7.

Secondo l’ex avvocato di Eni, la loggia sera formata da diversi magistrati e figure istituzionali.

Amara risulterebbe coinvolto anche nelle vicende dell’ex pm romano, Luca Palamara, radiato dalla magistratura con l’accusa di aver pilotato nomine in cambio di favori.

VirgilioNotizie | 08-06-2021 09:40

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