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Peste suina: che cos'è, quali sono i sintomi, come si diffonde. Perché può essere un problema per l'uomo

Che cos'è la peste suina africana, quali sono i suoi sintomi e perché può essere un problema per l'uomo

Di: VirgilioNotizie | Pubblicato il:

La peste suina africana, nota anche con l’acronimo Psa, è una malattia virale molto contagiosa con esito spesso letale per suini e cinghiali. La malattia non può essere trasmessa agli esseri umani, ma le sue conseguenze per gli animali – e sul mercato della carne – possono essere molto pesanti. Vediamo nel dettaglio cos’è, come si manifesta e come si previene, secondo le informazioni fornite dal ministero della Salute.

Cos’è la peste suina africana

La peste suina africana è causata da un virus della famiglia Asfaviridae, genere Asfivirus, che non stimola la formazione di anticorpi neutralizzanti e pertanto è molto difficile preparare un vaccino che protegga gli organismi dal contagio. Al momento non è infatti disponibile alcun vaccino contro questo virus.

Peste suina africana, quali sono i sintomi

I sintomi più evidenti nei suini colpiti dalla Psa sono:

  • febbre
  • perdita di appetito
  • debolezza del treno posteriore con conseguente andatura incerta
  • difficoltà respiratorie e secrezione oculo-nasale
  • costipazione
  • aborti spontanei
  • emorragie interne
  • emorragie evidenti su orecchie e fianchi

Il virus resta nel sangue dai 4 ai 5 giorni, causando una sintomatologia che conduce alla morte dell’animale anche in tempi molto rapidi. Gli animali infetti che riescono a sopravvivere alla malattia possono rimanere contagiosi per circa un anno, e lo stesso virus può sopravvivere anche ad alte temperature fino a 100 giorni.

Peste suina africana, come si diffonde

La malattia si diffonde per contatto tra animali infetti oppure attraverso le punture di altri animali, come le zecche, che possono veicolare il virus.

Può verificarsi anche una trasmissione indiretta attraverso attrezzature e indumenti contaminati, oppure attraverso scarti di cibo contaminato – una pratica che comunque è vietata dai regolamenti europei dal 1980.

Peste suina africana, come prevenire i contagi

La miglior cura, non essendoci un vaccino efficace, è la prevenzione. Sono fondamentalmente due le strategie di controllo e contenimento dell’infezione:

  • nei Paesi in cui non ci sono casi, la prevenzione si attua attraverso la sorveglianza passiva negli allevamenti e sulle carcasse degli animali; fondamentale quindi l’osservanza dei protocolli di biosicurezza negli allevamenti, e dei prodotti importati
  • nei Paesi in cui ci sono casi, il controllo si attua attraverso l’abbattimento degli animali infetti, compresi quelli presenti nell’allevamento

Come già sottolineato, non esiste vaccino o cura contro la peste suina africana. Per questo motivo è importante stare molto attenti a non diffondere il virus. In particolare, le raccomandazioni sono rivolte a cacciatori e allevatori.

Per i cacciatori:

  • pulire e disinfettare attrezzature, vestiti, veicoli e trofei prima di abbandonare l’area di caccia;
  • eviscerare i cinghiali abbattuti solo nelle strutture designate;
  • evitare i contatti con maiali domestici dopo aver cacciato.

Per gli allevatori:

  • rispettare le norme di biosicurezza, in particolare il cambio di abbigliamento e calzature quando si entra o si lascia l’allevamento;
  • evitare i contatti anche indiretti con cinghiali o maiali di altri allevamenti;
  • notificare subito ai servizi veterinari sintomi riferibili alla PSA e episodi di mortalità anomala.

Peste suina, perché può essere un problema per l’uomo

Lo ribadiamo, la peste suina non può essere trasmessa all’uomo, ma questo non significa che non possano esserci delle conseguenze anche per le persone.

In particolare, oltre alle ripercussioni sul patrimonio zootecnico suino e la salute degli animali, l’impatto di una eventuale epidemia si registrerebbe soprattutto sul comparto produttivo suinicolo e sul commercio internazionale di animali vivi e dei loro prodotti.

Tutte le informazioni finora esposte in questo articolo sono state recuperate dal sito del ministero della Salute a questo indirizzo.

Peste suina in Italia, i casi segnalati

Da dicembre 2021 a marzo 2022 sono stati segnalati in Italia 73 casi di peste suina africana. In particolare sono due le regioni in cui si sono verificati i contagi: in Piemonte, con 41 casi, e in Liguria, con 32 casi.

In Liguria, a Rossiglione, sono state rinvenute nove carcasse infette. Cinque a Campo Ligure, Isola del Cantone, Mignanego, e Ronco Scrivia. Una sola a Busalla, Genova e Campomorone.

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cinghiale Fonte foto: ANSA
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