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POLITICA ESTERA

Pedro Sanchez eletto premier di Spagna per la terza volta in 5 anni: di che partito è e chi ha votato contro

Il leader socialista Pedro Sánchez è stato confermato alla guida del governo spagnolo: quali sono i rapporti con il Presidente del Consiglio Meloni

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Roberto Vivaldelli

GIORNALISTA

Giornalista professionista esperto di relazioni internazionali e geopolitica, scrive anche di attualità, cultura ed economia. Collaboratore di diverse testate nazionali, ha scritto due libri e curato la pubblicazione in italiano di un saggio del politologo statunitense John J. Mearhseimer.

Il leader socialista Pedro Sanchez ha conquistato oggi, giovedì 16 novembre, il suo terzo mandato da premier spagnolo. Ma quali sono i suoi rapporti con l’Italia e Giorgia Meloni? Il ritratto del presidente.

Per la terza volta premier in Spagna

L’avventura di Sanchez alla guida del governo spagnolo iniziò nel giugno 2018, quando sostituì il popolare Mariano Rajoy, destituito dal Congresso con una mozione di sfiducia, ricorda l’agenzia Ansa.

In quel primo mandato, Sanchez guidò un governo monocolore del Psoe fino ad aprile 2019, quando si tennero elezioni anticipate. Dopo quella tornata, Sanchez continuò come primo ministro in carica per gli affari correnti fino alla ripetizione elettorale di novembre 2019, indetta a a causa dello stallo tra i partiti incapaci di formare una nuova maggioranza.

A gennaio 2020 Sanchez intraprese il suo secondo mandato politico, alla guida di una coalizione di governo costituita da Partito Socialista e Unidas Podemos.

Dopo le elezioni da lui stesso convocate in anticipo a luglio 2023, in seguito a una dura sconfitta alle elezioni amministrative di maggio, è rimasto di nuovo in carica fino al voto di oggi che gli conferisce il suo terzo mandato alla Moncloa.

Fondamentale l’appoggio degli indipendentisti

Nella mattinata di giovedì 16 novembre, la portavoce di Junts, il partito indipendentista catalano, Míriam Nogueras, ha confermato il voto favorevole del suo partito a Pedro Sanchez dopo che ieri, mercoledì 15 novembre, il partito di Carles Puigdemont aveva espresso il suo disagio per il discorso mattutino del leader socialista.


La stretta di mano tra Pedro Sanchez e il leader dell’opposizione Alberto Nunez Feijoo

Sanchez si è assicurato una maggioranza di quattro seggi, dopo aver siglato un accordo di amnistia per i catalani coinvolti nel fallito tentativo di secessione dalla Spagna.

Sanchez ha detto ai parlamentari che l’accordo di amnistia aiuterà a “guarire le ferite”.

L’accordo con i partiti indipendentisti catalani per formare una maggioranza ha fatto infuriare gli oppositori, i quali sostengono che la sua proposta di amnistia per centinaia di politici e attivisti scatenerà un altro tentativo di secessione e minaccerà l’unità territoriale della Spagna.

Il premier 51enne ha prevalso in Parlamento ottenendo 179 voti favorevoli e 171 contrari. Tutti e sette i deputati appartenenti al partito separatista catalano Junts, hanno votato a suo favore.

I 171 deputati conservatori del partito di Feijoo, dei nazionalisti di Vox, nonché dell’Unione navarrese, hanno votato contro il leader socialista.

I rapporti con Meloni

Il premier socialista Pedro Sánchez ha un ottimo rapporto con il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, nonostante quest’ultima sia più volte intervenuta ai congressi dei nazionalisti di Vox.

Sanchez e Meloni si sono incontrati lo scorso 5 aprile a Palazzo Chigi. “Sono molte le convergenze tra Italia e Spagna: un rapporto particolarmente importante in vista della presidenza spagnola del Consiglio dell’Ue. C’è la necessità che l’Europa dia risposte efficaci e immediate”, ha dichiarato la presidente Meloni nella conferenza stampa congiunta al termine dell’incontro.

Durante il colloquio, Meloni e Sanchez hanno affrontato il tema dell’immigrazione. “Abbiamo fatto passi avanti in Europa: è un problema europeo e ha bisogno di una soluzione europea. Ma servono risorse adeguate: Italia e Spagna devono parlare di meno della dimensione interna e parlare di più della dimensione esterna, della collaborazione con paesi di origine di transito”, ha dichiarato Sanchez.

Denuncia alla Corte Suprema

“Desideravate una Spagna rassegnata e in silenzio. Invece la ascolterete ancora ovunque, in piazza, come è successo domenica scorsa, a dire no all’amnistia, no a pochi che decidono per tutti, no a una democrazia umiliata. Questa legislatura è basata sulla corruzione politica”. Ha dichiarato il leader del partito popolare Alberto Nunez Feijòo.

Nel frattempo, il partito nazionalista spagnolo Vox ha presentato davanti alla Corte Suprema una denuncia contro il primo ministro uscente, Pedro Sanchez, e il capo del partito indipendentista catalano Junts per Catalunya, Carles Puigdemont

Oggetto della denuncia l’accordo che prevede un’amnistia per i politici catalani indagati e condannati per il tentativo di secessione del 2017 in cambio dell’appoggio di Junts alla permanenza alla Moncloa del premier.

Fonte foto: ANSA

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