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Pd contro la sua consigliera Anna Maria Bigon: la reazione del partito dopo l'astensione sul fine vita

Anna Maria Bigon, che ha votato in dissenso dal PD sulla legge Zaia sul fine vita, è stata destituita dall'incarico di vicesegretaria provinciale

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Anna Maria Bigon, che con il suo voto in dissenso dal Partito Democratico risultò determinante per la bocciatura della cosiddetta “legge Zaia” sul fine vita, è stata destituita dall’incarico di vicesegretaria provinciale del Pd.

La spiegazione di Bonfante della decisione su Anna Maria Bigon

La decisione di togliere gradi di vice segretaria provinciale ad Anna Maria Bigon, in base a quanto spiegato dai vertici Dem da Roma, sarebbe stata un’iniziativa autonoma della segreteria di Verona.

La scelta è stata fatta e annunciata dal responsabile provinciale del Partito Democratico a Verona, Franco Bonfante. Lo stesso Bonfante, come riportato dall’agenzia ‘ANSA’, ha spiegato questa decisione con il “venir meno del rapporto di fiducia politica, tenuto conto del generale sentimento di iscritti ed elettori del Pd veronese, in grandissima maggioranza sconcertati e delusi dalla scelta di Bigon e favorevoli a regolamentare il fine vita a seguito della sentenza della Consulta”.

Il responsabile provinciale del Pd a Verona ha poi aggiunto: “Non credo nelle sanzioni disciplinari su temi etici ed è corretto che sia lasciata libertà di voto per motivi di coscienza. Ma chi la pratica deve essere consapevole delle conseguenze politiche, a maggior ragione se vi erano alternative, come l’uscita dall’aula”.

Le reazioni nel Pd alla scelta su Anna Maria Bigon

Secondo Graziano Delrio, la decisione contro Anna Maria Bigon è “un brutto segnale” perché è “inammissibile che si voglia processare una persona per le sue idee”.

Pur non condividendone la decisione, si è schierata con Anna Maria Bigon anche Debora Serracchiani, che ha sottolineato che “l’esercizio della libertà di coscienza non può essere punito” e che ha richiesto al segretario del Pd veronese “di ripensarci”.

Debora Serracchiani

Debora Serracchiani si è schierata con Anna Maria Bigon, pur non condividendo la sua decisione.

La reazione di Anna Maria Bigon

‘Avvenire’ riporta la dichiarazione di Anna Maria Bigon su quanto deciso dal responsabile provinciale del Partito Democratico a Verona, Franco Bonfante: “Sono nel Partito Democratico non per avere l’incarico di vicesegretario ma per i principi e valori che lo statuto sancisce e che vorrei fossero riconosciuti. La scelta di garantire diritti ai malati deve essere fatta in maniera diversa, con leggi nazionali o delibere sanitarie specifiche, per evitare diritti diversi ai cittadini a cui va garantita in ogni caso la qualità delle cure palliative. Le cure palliative sono uno strumento per la vita, per l’alleviamento delle sofferenze dei malati, per un loro libero esercizio su modi e tempi di conclusione della propria vita”.

Anna Maria Bigon ha aggiunto: “Mi è stato chiesto di uscire dall’aula. Credo che la libertà di scelta che il Pd prevede, consente l’espressione di un libero pensiero e non solo quando esso è ininfluente. Se fossi uscita, anziché astenermi al voto, avrei ridotto il mio comportamento alla dimensione di pura testimonianza. La giunta Zaia ha sbagliato e la destra non sceglie la via maestra in parlamento. Forse come Partito Democratico dovremmo parlare dei 25 voti mancati a Zaia più che della mia astensione”.

Bigon e Schlein Fonte foto: ANSA & Facebook Anna Maria Bigon

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