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Patologia del deperimento cronico nota come malattia del cervo zombie: cos'è e quali sono i rischi per l'uomo

La patologia da deperimento cronico (CWD), nota come "Malattia del cervo zombie", sta destando preoccupazione tra gli scienziati

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Preoccupazione da parte degli scienziati per quel che sta avvenendo nelle praterie del Nord America, in alcuni stati Usa e in Canada in particolare, dove centinaia di cervi sono stati colpiti dalla patologia da deperimento cronico (CWD), conosciuta comunemente con il nome di “Malattia del cervo zombie”.

“Malattia del cervo zombie”, come si manifesta il deperimento cronico

Si tratta di una patologia neurologica i cui sintomi i più evidenti sono bava, letargia (stanchezza e sonno profondo), inciampi e una specie di sguardo perso nel vuoto.

L’allarme è partito nel Wyoming, ma è scattato anche in altri Stati. Al momento non esistono casi che certifichino che la malattia abbia colpito l’uomo.

La patologia da deperimento cronico (CWD), nota come "Malattia del cervo zombie", sta destando preoccupazione tra gli scienziatiFonte foto: ANSA

CWD innescata dai prioni

I cervi vittime di CWD vengono colpiti dai cosiddetti prioni, vale a dire particelle infettive proteiche capaci di innescare gravi danni neurologici al cervello.

Di fatto tale proteina non si comporta come tutte le altre in quanto agisce come se fosse un agente infettivo. “Il ripiegamento anomalo di queste proteine ​​prioniche che causano malattie porta a danni cerebrali che fanno apparire il cervello come una spugna”, riferiscono gli esperti a The Conversation.

“La proliferazione della CWD minaccia di interrompere questo delicato equilibrio, decimando potenzialmente le popolazioni di cervi e compromettendo la sicurezza alimentare nelle regioni colpite”, spiegano sempre gli esperti da oltreoceano.

“Malattia del cervo zombie”, quali sono i rischi per l’uomo?

L’uomo è esposto a dei rischi concreti? La risposta è no: una delle più prestigiose ricerche in materia pubblicata su The Journal of Neuroscience ha spiegato che la trasmissione avviene soltanto nei cervi e negli alci. Detto ciò, si può evitare qualsiasi problematica non consumando carne infetta.

Gli esami di laboratorio hanno dimostrato agli scienziati, infatti, che “esiste una sostanziale barriera di specie per la trasmissione della CWD degli alci agli esseri umani”.

Perché la malattia si diffonde tra i cervi

La vasta diffusione della patologia nei cervi è riconducibile alla caparbia resistenza dei prioni che sono in grado di restare nell’ambiente animale anche per parecchi anni riuscendo a sfuggire ai tradizionali metodi di disinfezione.

La CWD non è una malattia nuova. In Canada, già nel 1996, aveva mietuto vittime. Di recente ha provocato preoccupazione per un nuovo aumento di casi.

Negli Stati Uniti e in Canada la preoccupazione maggiore è per gli animali, ma anche per la caccia al cervo che non soltanto è un’attività ricreativa in alcune zone, ma anche una fonte vitale di sostentamento per molte comunità.

deperimento-cronico-malattia-cervo-zombie Fonte foto: ANSA
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