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Palermo, carpentiere ucciso: nuovi dettagli dall'autopsia

L'uomo sarebbe stato ferito a morte nel corso di una presunta lite per motivi di droga

Il carpentiere di 47 anni F.P.L., ucciso nella notte tra il 26 e il 27 dicembre scorsi a Palermo, sarebbe stato colpito per errore dallo zio G.L. Il colpo di pistola, come riporta Ansa, era indirizzato verso una terza persona con la quale era in corso una lite. Lo zio è stato fermato per l’omicidio del nipote su disposizione della Procura.

Il carpentiere, ferito in modo grave nei pressi di piazza Benvenuto Cellini nel quartiere Cep, era stato trasportato nell’ospedale Cervello, dove è morto poco dopo, intorno alle 3.

Gli inquirenti avevano avviato subito le indagini ma si sono trovati di fronte a false informazioni e dichiarazioni reticenti da parte dei parenti della vittima, tanto da avere avuto persino difficoltà a scoprire il luogo del delitto.

Carpentiere ucciso, la ricostruzione

Secondo la ricostruzione degli agenti della squadra mobile, l’obiettivo dello zio G.L. sarebbe stato C.T. per questioni di droga. Ventiquattrore prima del delitto, G.L. avrebbe ferito a coltellate C.T.; la vittima però sarebbe tornata, la notte dopo, sotto casa del suo aggressore urlando e lanciando bottiglie.

Zio e nipote, armati di pistola e coltello, sarebbero scesi in strada a caccia dell’uomo. Quando lo hanno trovato, G.L. ha sparato contro C.T. che sarebbe riuscito a evitare i colpi, che invece hanno raggiunto il nipote, ferendolo a morte.

Carpentiere ucciso, l’autopsia

Il carpentiere di 47 anni, secondo quanto è emerso dall’autopsia effettuata all’istituto di medicina legale del Policlinico, poteva essere salvato. A risultargli fatale, come riporta l’Ansa, sarebbe stata la decisione dei parenti di non chiamare il 118 e di trasportare direttamente l’uomo in ospedale per depistare le indagini della polizia.

VIRGILIO NOTIZIE | 29-12-2019 16:30

carabinieri-3 Fonte foto: ANSA
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