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Ornella Vanoni tra le vittime dei bagarini dei passaporti a Milano: furto di identità per la cantante

Il nome della cantante è stato utilizzato più volte per poter prenotare slot per gli appuntamenti per il passaporto

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C’è anche il nome della cantante Ornella Vanoni tra le vittime del giro di furti d’identità da parte di un’agenzia milanese, i cosiddetti bagarini dei passaporti, che assicuravano appuntamenti rapidi per il rilascio del documento utilizzando nomi fittizi. Quello della cantante, per esempio, era stato utilizzato in diverse occasioni per “fermare” una prenotazione per clienti reali.

Affare da 300.000 euro

A scoprire il raggiro è stata la polizia giudiziaria della divisione Pas che, tramite una lunga indagine, è giunta a un’agenzia milanese che assicurava appuntamenti rapidi per il rilascio del passaporto. Le indagini, condotte dalla Procura di Milano, hanno permesso di rivelare che i bagarini si facevano pagare tra i 200 e i 259 euro per prenotare appuntamenti per i passaporti la cui lista d’attesa, ancora oggi, è lunghissima.

Il servizio, che era fornito dall’agenzia di intermediazione di servizi Baracca, in zona Magenta a Milano, avrebbe portato a 2.000 prenotazioni fittizie con un’attività che avrebbe fruttato circa 300.000 euro.

Tra i nomi fittizi anche Vanoni

Secondo quanto emerso dalle indagini, pare che l’agenzia fissasse appuntamenti fornendo i nominativi e le generalità di clienti che si erano rivolti all’agenzia per sbrigare altre pratiche oppure utilizzando nomi falsi.

Tra i nomi utilizzati quello di Ornella Vanoni, ma anche quelli di Paperino, Messi e perfino Ilona Staller, alias Cicciolina. Una volta assicuratosi lo slot, venduto a centinaia di euro, il nome della prenotazione fittizia veniva sostituito con quello del cliente reale, che dunque poteva recarsi in questura per ottenere il passaporto.

Problemi con le prenotazioni

La questura, accusando l’agenzia di falsa attestazione o dichiarazione a un pubblico ufficiale sull’identità o sulle qualità personali proprie o di altri e di interruzione di pubblico servizio, ha sottolineato che le prenotazioni fittizie “hanno comunque contribuito a saturare le quotidiane disponibilità di prenotazione”.

L’iter per ottenere il passaporto, infatti, si è fatto molto complicato e lungo. Prenotare uno slot per l’appuntamento, infatti, è diventato quasi impossibile, con prenotazioni a distanza di mesi e, una volta arrivato il giorno tanto atteso, code infinite tra scartoffie burocratiche.

Se prima della pandemia l’ufficio Passaporti stampava in media 35-37 mila documenti all’anno, dopo la pandemia c’è stato un boom di domande da parte di chi ha ricominciato a viaggiare per lavoro o per andare in vacanza. I libretti richiesti sarebbero stati circa 75-80mila.

vanoni Fonte foto: ANSA
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