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Omicidio Sacchi, spunta l'ipotesi dell'agguato. Faro sui tabulati

Proseguono le indagini, slitta l'interrogatorio della fidanzata di Luca Sacchi

“Allo stato non vi sono elementi certi per screditare la versione di Anastasia la quale, peraltro, ha scelto di affidarsi a un altro legale”. Lo ha dichiarato all’Ansa l’avvocato Paolo Salice, uno dei legali della famiglia di Luca Sacchi, il 24enne ucciso con un colpo di pistola alla testa la scorsa settimana a Roma.

“Al momento dalle carte in nostro possesso non possiamo sbilanciarci sulla posizione della fidanzata di Luca. Attendiamo lo sviluppo delle indagini per far luce il prima possibile su quanto accaduto quella tragica notte”, ha aggiunto il legale.

L’ipotesi dell’agguato

Gli investigatori sono al lavoro sull’ipotesi che l’omicidio di Luca Sacchi possa essere stato un’esecuzione, un agguato premeditato. Lo suggeriscono, secondo quanto riporta il Corriere della Sera, alcune circostanze, come la presunta trattativa per l’acquisto di droga, lo zaino pieno di soldi, le reticenze di alcuni protagonisti della vicenda e i video delle telecamere di sorveglianza della zona.

Nelle riprese, scrive il Corriere della Sera, si vede la Smart con a bordo i due ragazzi arrestati per l’omicidio imboccare due strade contro mano per raggiungere Luca e Anastasiya.

Inoltre, sempre secondo quanto riporta il quotidiano milanese, un testimone avrebbe riferito che Del Grosso sarebbe sceso dall’auto già con la pistola in mano: non l’avrebbe quindi estratta in un secondo momento, dopo la reazione di Luca Sacchi.

Le indagini: slitta l’interrogatorio di Anastasiya

Intanto è slittato di una settimana l’interrogatorio della fidanzata di Sacchi, Anastasiya Kylemnyk, figura chiave nell’intera vicenda. Da lei, dopo la prima testimonianza raccolta dopo l’aggressione, durante la quale non ha fatto alcun accenno alla droga, gli inquirenti attendono diverse risposte.

Tra queste quella sul quantitativo di denaro che era presente nello zaino poi ritrovato vuoto nella zona di Tor Bella Monaca. “Si tratta di una cifra non certo compatibile con l’acquisto di marijuana per uso personale, parliamo di qualcosa di certamente più cospicuo”, spiega all’Ansa uno degli inquirenti.

Secondo quanto riporta l’Ansa, i magistrati vorrebbero avere nuovi elementi prima di convocare la ragazza: le cartelle mediche e la relazione finale dell’autopsia sul corpo di Sacchi.

L’esame autoptico, riporta l’Ansa, ha confermato che il colpo alla testa è stato fatale per Sacchi mentre le prime verifiche tossicologiche hanno dato esito negativo. L’autopsia ha svelato inoltre che sul braccio del 24enne ci sono segni compatibili con la mazza da baseball usata da uno degli indagati, Paolo Pirino, anche su Anastasiya Kylemnyk.

I pm attendono anche la ricostruzione dei carabinieri sui tabulati telefonici, dai quali potrebbero arrivare le risposte sui tanti punti oscuri della vicenda.

Le indagini: i tabulati telefonici

Gli inquirenti hanno avviato un minuzioso lavoro sullo storico del traffico telefonico e delle chat, per ricostruire le comunicazioni intercorse tra i vari personaggi presenti sulla scena del delitto e quelli collegati alla rete di pusher.

L’obiettivo primario è definire l’ambito della “trattativa” per l’acquisto di droga che ha preceduto la drammatica colluttazione e verificare se già in passato ci siano stati contatti tra il gruppo di spacciatori guidato da Valerio Del Grosso e le vittime dell’aggressione.

Le indagini: il ruolo dell’amico di Luca

In questo quadro approfondimenti investigativi potrebbero essere svolti anche sul ruolo dell’amico intimo di Luca Sacchi, un pregiudicato per droga presente quella sera al pub, definito da alcuni testimoni come il “contatto” tra i due fidanzati e la rete di pusher.

L’uomo subito dopo lo sparo si è dileguato da via Mommsen ma a tirarlo in ballo sono gli stessi “emissari” di Del Grosso inviati da lui a verificare se “persone in zona Tuscolana avessero il denaro per acquistare della ‘merce'”, scrive il gip nell’ordinanza, aggiungendo, in un inciso, le parole “come convenuto”.

Quest’ultimo passaggio fa comprendere che forse tra il gruppo di pusher e l’amico di Sacchi ci sia stato un contatto precedente. A confermare ciò è sempre uno degli emissari dell’arrestato che afferma di essersi presentato al pregiudicato come “l’inviato di Valerio”.

Anche su questo punto il lavoro sui tabulati potrebbe risultare determinante, dato che il “contatto” ha negato agli inquirenti di conoscere Del Grosso e i suoi mediatori.

VIRGILIO NOTIZIE | 30-10-2019 10:11

Ucciso per difendere la ragazza: chi era Luca Sacchi Fonte foto: Ansa
Ucciso per difendere la ragazza: chi era Luca Sacchi
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