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Omicidio Macchi, parla Binda: il messaggio alla famiglia di Lidia

Parla Stefano Binda, prima condannato all'ergastolo e poi assolto per l'omicidio di Lidia Macchi

Stefano Binda, assolto in Appello dopo aver trascorso circa tre anni e mezzo in carcere in seguito alla morte nel 1987 di Lidia Macchi, è tornato in libertà.

Binda, che in primo grado era stato condannato al carcere a vita, ora parla da uomo libero. Queste le sue parole, riportate dal “Corriere della Sera”, rivolte alla famiglia della vittima: “Mi spiace. Capisco profondamente che avevano anche bisogno di crederci, ne avevano assolutamente diritto, ma non si fa giustizia con qualcosa che non è la verità. Io non c’entro niente”. E ancora: “Tutto quello che è accaduto sarà l’occasione per cambiare tante cose nella mia vita”.

Alberto, fratello di Lidia, ha dichiarato a proposito della sentenza d’appello sul caso Macchi: “Prendo atto della decisione e la accetto. Non so chi abbia ucciso Lidia. La sentenza mi è sembrata un po’ affrettata. Dopo più di trent’anni con prove distrutte e una sentenza di primo grado, avrei preferito che la ricerca della verità fosse più meticolosa”.

Omicidio Macchi: la ricostruzione del caso

Il corpo senza vita della studentessa ventenne Lidia Macchi fu ritrovato in un bosco di Cittiglio il 7 gennaio del 1987. La svolta nelle indagini sulla sua morte era arrivata nel 2016, con l’arresto di Stefano Binda, amico ed ex compagno di scuola della giovane, poi condannato in primo grado nel 2018 all’ergastolo per omicidio volontario aggravato dalla violenza sessuale. A motivare l’arresto era stata la perizia calligrafica sulla lettera anonima arrivata alla famiglia della vittima nei giorni successivi alla morte della ragazza, che lo aveva indicato come autore della missiva.

Proprio su questa missiva anonima, però, nei giorni scorsi è nato un giallo, in seguito alle dichiarazioni dell’avvocato bresciano Piergiorgio Vittorini. Sentito al processo, il legale ha riferito che l’autore della lettera sarebbe un suo cliente, di cui però non ha rivelato l’identità per non violare il segreto professionale.

VirgilioNotizie | 26-07-2019 08:13

Omicidio Macchi, la ricostruzione del caso Fonte foto: Ansa
Omicidio Macchi, la ricostruzione del caso
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