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Nobel per la pace all’attivista iraniana Narges Mohammadi: l’applauso alla sedia vuota e la consegna ai figli

Il premio Nobel per la Pace 2023 è stato consegnato ai figli dell'attivista iraniana incarcerata Narges Mohammadi: l’applauso alla sedia vuota

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È stato consegnato il premio Nobel per la Pace 2023, assegnato all’attivista iraniana Narges Mohammadi, ai figli della donna che si trova attualmente in carcere a Teheran. Per lei, durante la cerimonia, è stata sistemata una sedia vuota sul palco, dietro al quale era presente un ritratto scelto dalla stessa attivista. La premiazione è stata accompagnata da un lungo applauso.

Il Nobel per la Pace 2023

I gemelli Ali e Kian, 17 anni, hanno ricevuto nella giornata di oggi – domenica 10 dicembre – il diploma e la medaglia d’oro per il premio Nobel per la Pace 2023, assegnato alla madre Narges Mohammadi.

La donna, attivista politica iraniana, è attualmente detenuta arbitrariamente nella prigione di Shahr-e Rey nella città di Varamin, provincia di Teheran, dopo essere stata condannata più volte per un totale di 31 anni di carcere e 154 frustate a causa, tra le altre “motivazioni”, del suo lavoro per i diritti umani e alla sua opposizione alla pena di morte.

Nobel per la pace all’attivista iraniana Narges Mohammadi: l’applauso alla sedia vuota e la consegna ai figliFonte foto: ANSA
I gemelli Ali e Kian durante la consegna del Premio Nobel per la Pace 2023 alla madre Narges Mohammadi, attivista iraniana attualmente incarcerata

Per Narges Mohammadi, che ha subito violenze e soprusi e ha più volte rischiato di morire in carcere, l’Unione Europea ha più volte invitato l’Iran “a rispettare gli obblighi derivanti dal diritto internazionale e a rilasciare urgentemente la signora Mohammadi, tenendo conto anche del deterioramento delle sue condizioni di salute”.

La cerimonia di premiazione

Durante la cerimonia di premiazione, tenutasi nel municipio di Oslo, in Norvegia, a ritirare il premio al posto dell’attivista c’erano quindi i due figli gemelli, che vivono in esilio a Parigi insieme al padre, il giornalista riformista Taghi Rahmani.

Proprio il marito dell’attivista, intervistato dal Corriere della Sera, ha parlato delle difficoltà per poter ottenere il discorso scritto da Narges Mohammadi, che lui non vede da undici anni, e dell’importanza che anche gli stessi figli hanno dato all’evento.

Per ricordare Narges Mohammadi, durante la premiazione è stata collocata una sedia vuota, posta davanti un ritratto sorridente dell’attivista scelto proprio dalla donna. Un lungo applauso ha accompagnato la consegna del premio ai due figli 17enni.

Le parole di Narges Mohammadi

Il discorso scritto dall’attivista iraniana è stato letto dai due figli, in francese, durante la premiazione: “Il popolo iraniano, con perseveranza, supererà la repressione e l’autoritarismo. Non abbiate dubbi, questo è certo”.

Mohammadi, che ha scritto il suo discorso “da dietro le alte e fredde mura di una prigione”, ha parlato della lotta costante degli attivisti “per rimanere in vita”, definendo il “regime della Repubblica Islamica al livello più basso di legittimità e di sostegno sociale popolare”.

“Ora è il momento che la società civile internazionale sostenga la società civile iraniana, e farò tutto il possibile in questo senso”, ha aggiunto Mohammadi che, tra le varie cose, ha lanciato un attacco anche all’hijab obbligatorio imposto dal governo, che non considera “un obbligo religioso né una tradizione culturale, ma piuttosto un mezzo per mantenere il controllo e la sottomissione in tutta la società”.

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