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"Negazionismo strisciante", Pregliasco contro gli assembramenti

Fabrizio Pregliasco ha criticato chi nega gli effetti del Covid-19, unendosi al coro di esperti che si impegnano a fornire dati chiari

L’emergenza coronavirus in Italia ha due facce: da una parte ci sono le strutture sanitarie al collasso, e dall’altro le persone che negano la gravità del Covid-19 sulla salute delle persone. Il virologo Fabrizio Pregliasco, all’Adnkronos, ha definito preoccupante il “negazionismo strisciante, che porta le folle in piazza al centro, nei parchi o nelle spiagge e spinge a minimizzare gli effetti di Covid-19”.

Pregliasco: “Vedere folle in strada non fa ben sperare”

“C’è una fetta di italiani che è convinta che il Covid non esista o non comporti rischi. L’ho toccato con mano intervenendo a una trasmissione dove si rispondeva alle domande delle persone: ho rilevato una faziosità e una dicotomia pericolosa”, ha osservato Pregliasco. “C’è infatti chi ha paura ed è arrabbiato, e chi è altrettanto arrabbiato perché convinto che si tratti di un falso problema che sta bloccando l’Italia”.

Polemiche simili sono sorte anche tra personaggi pubblici e politici (in più occasioni Vittorio Sgarbi ha sfidato il Dpcm e ha criticato la strategia comunicativa del governo). Ma si osservano atteggiamenti negazionisti soprattutto nella gente comune, che affolla le strade e le piazze noncurante delle restrizioni e dei pericoli. Anche il governatore del Veneto Luca Zaia si è sfogato contro questi comportamenti.

“Purtroppo i negazionisti sono saldi nelle loro convinzioni – ha sottolineato Pregliasco – non credono al virus, ma al pericolo del 5G. Ma noi dagli ospedali non inventiamo numeri e dati: la situazione è grave. E vedere le folle in strada o in spiaggia non fa ben sperare”.

Il pensiero di Ilaria Capua

Contro il negazionismo si è espressa anche la virologa Ilaria Capua, che sul Corriere della Sera ha riportato l’esempio del presidente uscente Donald Trump: ”L’aspetto davvero surreale è che gli elettori repubblicani si trovano in un gigantesco assembramento organizzato da un leader che non porta la mascherina, che urla e che stimola gli altri ad urlare in barba a tutte le regole ed alle misure di restrizione e di protezione di sé e degli altri: goccioline, droplet ed aerosol tutti insieme allegramente, magari mentre ci si passa la bottiglia di soda”.

Ma c’è anche chi cerca di correre ai ripari. Michele Grio, primario della rianimazione di Rivoli (Torino), ha deciso infatti di organizzare dei veri e propri tour guidati nei reparti di rianimazione e nei reparti Covid, per dimostrare quanto davvero può essere crudele la malattia.

VIRGILIO NOTIZIE | 09-11-2020 15:10

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