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Mugello, ritrovato Nicola. Le indagini e i punti oscuri della vicenda

Il bimbo di 21 mesi scomparso due giorni fa nel Mugello è stato ritrovato in un burrone da un giornalista della Rai: il piccolo è vivo

Nella giornata di martedì 22 giugno i genitori di un bimbo di 21 mesi si sono svegliati e non hanno trovato il loro figlioletto nel letto. Le ricerche dei vigili del fuoco e dei carabinieri, che hanno concentrato i propri sforzi nella zona del Mugello, sono andate avanti per ore. Fino al ritrovamento, avvenuto intorno alle 9 di mercoledì 23 giugno. Lo ha reso noto la Prefettura di Firenze.

Mugello, come si sono svolte le ricerche

Le ricerche si sono avvalse dell’aiuto dei sommozzatori dei vigili del fuoco, che hanno dapprima ispezionato un laghetto non lontano dall’abitazione, senza trovare nulla. Il sindaco di Palazzuolo aveva spiegato al Corriere della Sera come ci fossero “200 persone che cercano questo bambino in un terreno impervio, lo cerchiamo con i droni, con i cani, con i cani molecolari”.

Le forze dell’ordine sono state impegnate per tutta la notte nelle ricerche anche con l’ausilio di cani molecolari e attrezzature sofisticate, senza però, riuscire a rintracciare il bimbo. La mattina del 23 giugno sono iniziate nuove operazioni, nonostante le notevoli difficoltà di comunicazione causate dalla scarsa copertura della rete mobile.

I droni hanno sorvolato le aree scoperte, fuori dai boschi, per rilevare eventuali segni del passaggio del bambino.

Mugello, giornalista della Rai ritrova il bambino scomparso: è vivo

Il bambino è stato trovato nei boschi di Palazzuolo sul Senio, in una scarpata all’uscita del paese, a circa 2 chilometri e mezzo da casa.

A ritrovarlo è stato Giuseppe Di Tommaso, un giornalista della ‘Vita in diretta’, trasmissione di Rai 1, che ha prontamente chiamato i carabinieri: mentre raggiungeva la casa dei genitori avrebbe udito alcuni lamenti e rumori.

Il piccolo ha riabbracciato i suoi genitori e poi, con l’elisoccorso, è stato trasportato in ospedale per dei controlli: secondo l’Ansa, il bambino starebbe comunque bene.

Come sta il piccolo Nicola: le condizioni

“I medici hanno rilevato la presenza di escoriazioni superficiali, ma le sue condizioni generali non destano particolari preoccupazioni. Il piccolo verrà comunque trattenuto in osservazione in attesa di completare gli ultimi accertamenti”. È quanto si legge nella nota dell’ospedale pediatrico Meyer in merito al piccolo Nicola.

Cosa è successo al piccolo Nicola: il punto sulle indagini

Secondo i carabinieri impegnati negli accertamenti in seguito alla scomparsa di Nicola, il piccolo si sarebbe allontanato da solo, vagando poi per i boschi circostanti la casa dove vive con i genitori. Gli investigatori, come riporta Ansa, escludono altre possibili ipotesi.

Degli accertamenti i carabinieri riferiranno alla procura, interessata già da ieri quando ha aperto un fascicolo sulla scomparsa, senza alcun indagato.

Cosa è successo al piccolo Nicola: i punti oscuri

Il piccolo è stato ritrovato a circa 3 chilometri di distanza dalla sua abitazione, dopo 30 ore all’addiaccio, senza mangiare e bere. Le indagini dovranno chiarire come abbia fatto ad arrivare così lontano da solo, a piedi. Potrebbe aver camminato anche di più, percorrendo circa 4 chilometri a piedi tra alcune strade sterrate.

Altro aspetto da chiarire: i sandali che Nicola portava quando è stato preso trovato dai carabinieri. Era stato messo a letto con le scarpette, oppure è stato in grado di indossarli da solo dopo essersi svegliato?

I carabinieri dovranno anche chiarire la presenza di alcune tracce di sangue trovate in corrispondenza della porta di casa: a chi appartengono e come ci sono finite?

Ultimo punto: le ricerche sono state avviate in ritardo? Secondo quanto ricostruito, riporta l’Ansa, i genitori si sarebbero accorti dell’assenza del bambino intorno alla mezzanotte di lunedì. Avrebbero cercato il figlio attorno alla casa, e avrebbero avvisato i carabinieri solo alle 9 di ieri mattina.

Bambino ritrovato al Mugello: le parole del padre

Riguardo a quest’ultimo punto il papà del bimbo, Leonardo Tanturli, ha rilasciato alcune dichiarazioni a La Stampa: “Abbiamo sbagliato a non dare subito l’allarme, ma pensavamo che sarebbe tornato o che si fosse addormentato in un campo”.

“Su queste colline ci sono lupi e cinghiali – ha detto – ci ho pensato per un attimo ma poi ho pensato che non gli avrebbero mai fatto del male”.

Il racconto del carabiniere che ha salvato Nicola: “Mi ha abbracciato subito”

“Siamo stati fermati da un giornalista che diceva di aver sentito un lamento – ha detto il comandante della stazione dei carabinieri di Scarperia, Danilo Ciccarelli . Siamo scesi dalla macchina, ho sentito anche io il lamento, ma secondo me poteva essere un capriolo o un daino. Abbiamo deciso di verificare, anche se il terreno era molto scosceso. Mi sono calato dalla scarpata, chiamavamo in continuazione il bambino ma non rispondeva. Poi ho sentito dei lamenti più chiari, e mi aspettavo che uscisse fuori un animale: invece è sbucato Nicola con la testolina tra l’erba alta, mi ha detto ‘mamma’, mi sono avvicinato. Mi ha abbracciato subito”.

“Ho provato una sensazione molto bella. Ho verificato subito se aveva qualche lesione: non aveva nulla, solo un piccolo bernoccolo e qualche graffio. Poi mi si è aggrappato al collo, e l’ho portato piano piano in strada, anche con l’aiuto del giornalista nell’ultimo tratto. È stata una gioia bellissima, è stato bellissimo riportarlo fra le braccia della sua mamma” ha detto ancora il militare partecipando alla conferenza stampa.

VirgilioNotizie | 23-06-2021 15:10

Mugello, il salvataggio del piccolo Nicola: trovato a 3 km da casa Fonte foto: ANSA
Mugello, il salvataggio del piccolo Nicola: trovato a 3 km da casa
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