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Morto Antonio Pennacchi, lo scrittore aveva 71 anni

Lo scrittore operaio sarebbe deceduto per un malore nella sua casa di Latina

Lo scrittore Antonio Pennacchi è morto a 71 anni a causa di un malore improvviso nella sua abitazione di Latina. Ad accorgersi del malessere che l’avrebbe portato al decesso, secondo le prime ricostruzioni riportate da ‘Il Messaggero’, sarebbe stata la moglie mentre al telefono con lui: di punto in bianco non avrebbe più sentito segni di vita dall’altra parte della cornetta. Immediatamente la donna ha chiamato i soccorsi, ma per il marito non c’è stato nulla da fare.

Nato a Latina il 26 gennaio del 1950, Pennacchi era tra i sette figli di una famiglia di operai provenienti dall’Umbria da parte del padre e discendenti veneti per parte di madre, arrivati nel Lazio per la bonifica dell’Agro Pontino.

Su questo evento storico lo scrittore ha dedicato una parte fondamentale della sua produzione letteraria, in particolare con il romanzo “Canale Mussolini” che gli valse la vittoria del Premio strega nel 2010, oltre che il premio Acqui Storia. Tra le sue opere anche “Il fasciocomunista” del 2003, libro autobiografico dal quale è stato tratto il film “Mio fratello è figlio unico” del 2007 per la regia di Daniele Lucchetti.

Il debutto nel 1995 con “Mammut”, seguito da “Palude”. Poi “Storia di Karel” (2013), “Camerata Neandertal. Libri, fantasmi e funerali vari” (2014), “Canale Mussolini. Parte seconda” (2015), Il delitto di Agora (2018), rivisitazione del thriller “Una nuvola rossa” pubblicato nel 1998, e “Strada del mare” (2020).

Sin da giovanissimo Antonio Pennacchi si è dedicato alla politica, aderendo prima al MSI, per poi passare alla fine degli anni Settanta al PSI e successivamente al Partito comunista italiano, con una militanza anche nella CGIL. Prima di intraprendere la carriera di scrittore ha cominciato come operaio nella “Fulgorcavi” di Latina, dove lavorò per oltre trent’anni.

VirgilioNotizie | 03-08-2021 20:50

antonio-pennacchi Fonte foto: ANSA
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