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Morte Imane Fadil, la relazione non ancora depositata. I motivi

Ci sono ancora dei "punti controversi" che i medici legali nominati dalla Procura di Milano devono chiarire

Ci sono ancora dei “punti controversi” che i medici legali nominati dalla Procura di Milano devono chiarire. La morte di Imane Fadil, una delle testimoni ‘chiave’ del caso Ruby, deceduta ormai più di 4 mesi fa, il primo marzo scorso, all’Humanitas di Rozzano dopo una lunga agonia, è tuttora avvolta nel mistero. Il deposito della relazione sugli esami autoptici eseguiti negli ultimi mesi è atteso per i prossimi giorni. Secondo quanto riporta Ansa, gli esperti stanno ancora lavorando su alcuni punti per fare chiarezza.

In base alle ultimissime indiscrezioni, gli accertamenti potrebbero aver escluso l’ipotesi dell’avvelenamento doloso e si propenderebbe per una morte per cause naturali. Tuttavia, stando a quanto precisato in Procura, nessuna relazione è stata ancora depositata ai magistrati, nell’inchiesta aperta per omicidio volontario, e il pool di medici legali, guidato da Cristina Cattaneo, negli ultimi giorni era ancora al lavoro.

L’ultima proroga concessa ai consulenti, guidati dalla nota anatomopatologa Cristina Cattaneo, dal procuratore aggiunto Tiziana Siciliano e dai pm Luca Gaglio e Antonia Pavan è scaduta lo scorso 26 giugno e si è ancora in attesa del deposito della relazione. Di recente è stato nominato anche un altro esperto, Francesco Scaglione, professore di Farmacologia e tossicologo, per le analisi sull’alta percentuale di metalli trovata nel sangue.

VirgilioNotizie | 10-07-2019 14:36

imane-fadil Fonte foto: ANSA
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