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Morta la “Contessa” Marina Cicogna, attrice e prima produttrice cinematografica italiana: aveva 89 anni

È morta a 89 anni “la contessa del cinema", Marina Cicogna, prima produttrice cinematografica italiana: aveva da poco ricevuto il David alla carriera

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È morta a 89 anni, nella sua casa di Roma, Marina Cicogna Mozzoni Volpi di Misurata, la “contessa del cinema” italiano. Prima produttrice cinematografica del nostro Paese e d’Europa, ha partecipato alla realizzazione di alcuni fra i più importanti film italiani, vincendo nel 2023 il David di Donatello alla carriera.

Marina Cicogna, le nobili origini

Marina Cicogna Mozzoni Volpi di Misurata, o più semplicemente Marina Cicogna, era soprannominata “la contessa del cinema”, e non a caso. Nata a Roma nel 1934, era figlia del conte Cesare Cicogna Mozzoni e della contessa Annamaria Volpi di Misurata.

Il nonno materno, Giuseppe Volpi, conte di Misurata, era stato, oltre che ministro delle Finanze sotto Benito Mussolini, presidente della Biennale di Venezia, nonché principale promotore della 1ª Esposizione Internazionale d’Arte Cinematografica, quella che oggi viene chiamata Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia.

Morta la “Contessa” Marina Cicogna, attrice e prima produttrice cinematografica italiana: aveva 89 anniFonte foto: ANSA
Marina Cicogna con Carlo Conti, durante l’assegnazione del premio alla carriera nel corso della 68ª edizione dei David di Donatello

Grazia anche alle conoscenze familiari, già in giovane età Marina Cicogna divenne parte di quell’epoca definita la “dolce vita” italiana, che ruotava attorno a Via Vittorio Veneto, dove conobbe personaggi del calibro di Salvador Dalì, Orson Welles e Christian Dior.

La contessa del cinema

Diventata titolare insieme al fratello Ascanio, sul finire degli anni ’60, della casa di produzione e distribuzione Euro International Films, Marina Cicogna, oltre a essere la prima donna produttrice cinematografica in Europa, è in poco tempo diventata quella che il New York Times definì “una delle donne più potenti del cinema europeo”.

Cicogna ha lavorato con i più grandi autori del cinema di quegli anni, da Sergio Leone a Franco Zeffirelli, da Pier Paolo Pasolini a Lina Wertmüller, e sotto la sua guida vennero prodotti capolavori come Metti, una sera a cena, C’era una volta il West, Teorema e Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto, film di Elio Petri che vinse il Premio Oscar 1971 per il miglior film straniero.

Grazie ai suoi successi Marina Cicogna venne soprannominata “la contessa del cinema”. Dopo la morte del fratello però, passò alla Paramount, decidendo dopo poco di ritirarsi dall’attività di produttrice, trasferendosi negli Stati Uniti.

Le passioni e la morte

Oltre al cinema, Marina Cicogna aveva una gran passione per la fotografia. Grazie alle sue conoscenze, riuscì a immortalare alcuni tra i personaggi più influenti del XX secolo, come Gianni Agnelli, Charlie Chaplin, Ezra Pound, Federico Fellini e molti altri.

Anche la sua vita privata balzò spesso agli onori delle cronache, non solo per i suoi flirt (come quello con Alain Delon), ma anche per la sua da sempre dichiarata bisessualità, nonostante Marina Cicogna non amasse parlarne pubblicamente: “La mia vita e le mie scelte parlano per me. Ho vissuto per vent’anni con Florinda, da quasi quaranta vivo con Benedetta. Eppure non ho mai amato le manifestazioni eclatanti della propria sessualità”.

Tornata in Italia nel 2002, ha ricevuto quest’anno, nel corso della 68ª edizione dei David di Donatello, il Premio alla carriera, vivendo i suoi ultimi anni nella casa di via di Porta Pinciana 34, a Roma, dove è poi morta a 89 anni, con al suo fianco la compagna dei suoi ultimi anni di vita.

marina-cicogna-2 Fonte foto: ANSA
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