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Milano, morta per una trasfusione sbagliata: parlano i figli

Angela Crippa, 84 anni, è morta all'ospedale di Vimercate per una sacca di sangue scambiata per errore

“È successo a noi, ma poteva capitare a chiunque. L’unico nostro desiderio adesso è che si capisca bene qual è stata la falla nelle procedure mediche in modo che nessuno più debba soffrire come noi”. Così al “Corriere della Sera” Marco e Franco Tremolada, i figli 50enni di Angela Crippa, 84 anni, la donna morta all’ospedale di Vimercate per una trasfusione sbagliata.

L’anziana era finita in ospedale per una banale frattura al femore, dopo una caduta in casa. Operata nella giornata di mercoledì, è deceduta venerdì in rianimazione dopo che le era stata trasfusa una sacca di sangue destinata ad un’altra paziente, scambiata per un errore umano, dovuto ad un caso di omonimia. “L’intervento è andato bene. Io e mio fratello avevamo paura dell’anestesia, mai ci saremmo aspettati un epilogo simile”, ha raccontato Marco Tremolada.

“La sacca sbagliata è rimasta attaccata una ventina di minuti – ricorda il figlio di Angela Crippa-. Il primario ci ha informati dell’errore giovedì pomeriggio. Ma in quel momento avevamo ancora la speranza che nostra madre potesse farcela. In ogni caso dobbiamo almeno riconoscere ai medici il merito di averci detto subito la verità. In modo trasparente”.

Sul caso è stato aperto un fascicolo d’indagine da parte della procura di Monza. All’ospedale di Vimercate sono inoltre attesi gli ispettori inviati dal neo ministro della Salute Roberto Speranza. “Di casi simili ne avviene uno ogni 2 milioni e mezzo di sacche trasfuse su oltre 630 mila pazienti l’anno”, ha spiegato al Corriere della Sera il direttore generale del Centro nazionale sangue, Giancarlo Liumbruno.

VIRGILIO NOTIZIE | 17-09-2019 11:10

corsia-di-ospedale-1 Fonte foto: Ansa
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