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Milano, uccisa in casa: aveva denunciato il marito 3 giorni prima

Il "codice rosso" era scattato il 27 agosto, ma la 59enne uccisa a coltellate aveva deciso di restare a casa

La 59enne uccisa a coltellate a Milano aveva denunciato il marito tre giorni prima dell’omicidio. L’accusa di maltrattamenti ai danni di Adriana Signorelli, come riporta Ansa, era arrivata la notte del 27 agosto.

Il giorno successivo la donna aveva iniziato a raccontare le violenze subite agli investigatori. Gli inquirenti, scattata la procedura del “codice rosso”, le avevano consigliato di trovare un’altra sistemazione. Dopo aver assicurato che si sarebbe trasferita per qualche giorno dalla figlia, la donna avevo però scelto di restare a casa sua e la sua decisione si è rivelata fatale.

Il cadavere della donna è stato trovato nella notte tra il 31 agosto e 1 settembre e il marito, il 65enne Aurelio Galluccio, è stato arrestato per aver tentato di investire gli agenti di polizia con la sua auto. Poche ore dopo, però, è scattato anche il fermo per l’omicidio dell’ex moglie.

Il procuratore di Milano, Francesco Greco, ha spiegato all’Ansa: “Nel 2018 nel solo territorio milanese ci sono stati 5.935 procedimenti per reati da codice rosso. Nello specifico, 2121 per casi di maltrattamenti, 1151 per stalking, 574 per violenza sessuale e 34 per violenza su minori”. A Milano, nel 2018, ci sono stati quindi in media 15 casi di violenze al giorno e dopo l’introduzione del cosiddetto codice rosso il numero è salito a 30 casi al giorno.

“Nessuno vuole contestare il codice rosso, dico che sta diventando un problema a livello pratico, il problema è come gestirlo”, ha riferito Greco. La grande quantità di violenze “ci impedisce di concentrarci sui casi più gravi” anche perché tutti i casi, per legge, devono essere trattati come “urgenti”.

VIRGILIO NOTIZIE | 02-09-2019 15:14

milano-uccisa-in-casa Fonte foto: Facebook
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