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Migranti: Salvini blocca nave spagnola con 123 persone a bordo

La Alan Kurdi con 40 persone a bordo ferma a 20 miglia da Lampedusa. In Libia chiudono tre centri di detenzione per migranti

Mentre la Alan Kurdi, la nave della ong tedesca Sea Eye con a bordo 40 migranti soccorsi al largo della Libia, è ferma a 20 miglia da Lampedusa, la spagnola Open Arms soccorre altre 68 persone, tra cui due donne in stato di gravidanza, una prossima al parto e con le contrazioni, e 2 bambini, nel Mediterraneo centrale. Nel frattempo, il premier Conte affronta il tema migranti durante il suo incontro con la presidente della Commissione Europea.

A bordo della nave della ONG spagnola Proactiva, ora ci sono 123 persone. È la stessa organizzazione a riferire del nuovo soccorso con un tweet. “Ora abbiamo bisogno di un porto sicuro per farle sbarcare”. Dal Viminale, come riferisce Adnkronos, è arrivato però il divieto di ingresso, transito e sosta nelle acque territoriali italiane, firmato dai ministri Matteo Salvini, Danilo Toninelli e Elisabetta Trenta.

Stesso stop imposto nella giornata di mercoledì alla Alan Kurdi: la guardia di finanza ha raggiunto la nave umanitaria a 20 miglia di Lampedusa, in acque internazionali, per notificare il provvedimento. “Stiamo andando – ha spiegato la capomissione Barbara Held – a Lampedusa e spero che troveremo un porto sicuro che definitivamente non è in Libia. La gente soccorsa ci ha detto che prima di tornare in Libia preferirebbero affogare in mare. Non lasceremo che ciò accada”.

Sulla questione è intervenuto ieri il ministro dell’Interno Matteo Salvini, ribadendo che non farà attraccare la nave umanitaria. E attaccando la Germania: “Dal governo tedesco sono arrivati segnali pessimi: mi hanno girato una email che arriva dalla commissione Europea in cui c’è un ricatto da parte del governo tedesco che si era impegnato a prendere 30 immigrati della Gregoretti in cui dicono che li prendono se facciamo sbarcare 40 della Alan Kurdi”.

Per le due navi delle ong, Alan Kurdi e Open Arms, si prospetta una situazione già vista molte volte nei mesi scorsi, come nei recenti casi della Sea Watch e della Mediterranea.

Intanto in Libia il governo di unità nazionale di Tripoli ha annunciato la chiusura dei tre principali centri di detenzione per i migranti nelle città di Misurata, Al-Khoms e Tajoura. Quest’ultimo lo scorso 2 luglio era stato colpito da un bombardamento aereo che provocò 53 morti e quasi cento feriti.

VIRGILIO NOTIZIE | 02-08-2019 13:00

openarms Fonte foto: Ansa
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