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Metodo Stamina, cosa prevede il trattamento di Vannoni

Il metodo è stato al centro di aspre critiche, l'ideatore del trattamento pensava di aver trovato la cura per le malattie neurodegenerative

Con la morte di Davide Vannoni, torna sotto la luce dei riflettori il tanto discusso metodo Stamina, il trattamento ideato dal biologo basato sull’utilizzo di cellule staminali. La terapia, ad oggi, è priva di veridicità scientifica e nel corso degli anni è stata al centro di aspre polemiche della comunità scientifica tanto da portare Vannoni a diverse condanne, alcune delle quali poi patteggiate.

Il trattamento è balzato agli onori della cronaca nel 2013 quando “Le Iene” hanno mostrato i risultati ottenuti da alcuni pazienti grazie alle cure a base di cellule staminali, ma la storia del metodo ha radici precedenti. Dal 2007 Vannoni, dopo sperimentazioni avvenute in Ucraina, ha portato avanti il proprio progetto facendo sbarcare il metodo in Italia nel 2011.

Attraverso il metodo Stamina Vannoni ha da sempre sostenuto di poter curare malattie per le quali la scienza non ha ancora trovato soluzioni, principalmente quelle neurodegenerative come SLA, morbo di Alzheimer, morbo di Parkinson e demenza.

Il metodo si basa sulla conversione di cellule staminali mesenchimali, di solito destinate alla generazione di tessuti ossei e adiposi, in neuroni dopo una breve esposizione ad acido retinoico diluito in etanolo, e conservate in alcool miristilico.

La terapia, una volta avviata sui pazienti, consiste nel prelievo di cellule dal midollo osseo, nella manipolazione in vitro tramite incubazione delle cellule staminali per un periodo variabile da 2 a 4 ore in una soluzione 18 micromolare di acido retinoico, e infine la loro infusione nei pazienti stessi.

Dopo i primi servizi de Le Iene diverse furono le famiglie di malati affetti da queste tipologie di malattie a fare pressione per poter accedere alle cure.

La metodologia è stata tenuta segreta da Vannoni che più volte ha evitato di fornire dettagli e particolari sul trattamento, al di là di quelli che ha invece dovuto presentare nel 2012 all’Ufficio Brevetti degli Stati Uniti per ottenere l’idoneità del metodo. La domanda, parzialmente respinta, poi non è stata ripresentata.

Dopo aver fondato Stamina Foundation Vannoni aveva ottenuto un primo parere positivo dall’Aifa, Agenzia italiana del farmaco. Nel 2013 però, dopo un controllo fatto su alcuni pazienti in cura col metodo, l’Agenzia non ha riscontrato alcun tipo di miglioramento dovuto alla terapia cellulare, ritrattando così la posizione sul metodo Stamina.

Non avendo mai prodotto prove scientifiche sull’efficacia del metodo, Vannoni ha sfruttato la notorietà del programma televisivo per far conoscere la cura Stamina e, nel corso degli anni successivi, è stato accusato di voler truffare le famiglie dei malati che si sono rivolti a lui per le cure di alcune malattie senza alternative terapeutiche.

VirgilioNotizie | 10-12-2019 19:18

davide-vannoni-2 Fonte foto: Ansa
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