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Carola Rackete non può essere espulsa. L'ira di Matteo Salvini

Sarebbe già pronto il provvedimento per allontanare la comandante di Sea Watch 3 dal Belpaese

Carola Rackete è tornata libera. Il gip di Agrigento non ha confermato l’arresto della comandandante della Sea Watch 3 e non ha disposto nei confronti della tedesca alcuna misura cautelare. La decisione del giudice non è stata ben accolta da Matteo Salvini, che ha promesso la sua immediata espulsione. Che però non potrà essere attuata. Almeno fino al 9 luglio.

Il prefetto di Agrigento Dario Caputo, dopo essere stato in contatto tutta la serata di ieri con il Viminale, aveva firmato il provvedimento di allontanamento dall’Italia nei confronti della comandante. La decisione era stata presa dopo aver approfondito i profili amministrativi della vicenda. Come riporta il Corriere della Sera, le carte non avrebbero però ricevuto la conferma del pm di Agrigento.

Carola Rackete, nonostante il gip abbia ritenute infondate le accuse, dovrà rimanere a disposizione dei magristrati che l’hanno indagata anche per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Il 9 luglio è previsto l’interrogatorio per questo capo d’accusa. Nessun decreto potrà dunque essere firmato prima di quella data. Secondo la legge la comandante è obbligata a rimanere sul suolo italiano.

La diretta Facebook di Matteo Salvini su Carola Rackete

Non è chiaro se Matteo Salvini fosse a conoscenza dell’impossibilità del pm di firmare il provvedimento quando ha commentato durante una diretta Facebook: «Per la magistratura italiana ignorare le leggi e speronare una motovedetta della Guardia di Finanza non sono motivi sufficienti per andare in galera. Nessun problema: per la comandante criminale Carola Rackete è pronto un provvedimento per rispedirla nel suo Paese perché pericolosa per la sicurezza nazionale».

E ancora: «Non ho parole. Cosa bisogna fare per finire in galera in Italia? Mi vergogno di chi permette che in questo paese arriva il primo delinquente dall’estero e disubbidisce alle leggi e mette a rischio la vita dei militari che fanno il loro lavoro. Se stasera una pattuglia intima l’alt su una strada italiana, chiunque è tenuto a tirare diritto e speronare un’auto della Polizia. Pessimo segnale, Signor giudice».

Le dichiarazioni di Carola Rackete dopo la decisione del giudice

«Sono sollevata dalla decisione del giudice, che considero una grande vittoria della solidarietà con tutte le persone come i rifugiati, i migranti e i richiedenti asilo, e contro la criminalizzazione degli aiuti in molti paesi in Europa», ha commentato la comandante dopo aver appreso della decisione del giudice, secondo quanto riporta ANSA.

«(Sono) molto commossa per la solidarietà espressa nei miei confronti da così tanta gente. Voglio sottolineare che tutto l’equipaggio della Sea Watch 3 ha reso questo possibile e nonostante l’attenzione si sia concentrata su di me, abbiamo tratto le persone in salvo come una squadra e ci siamo presi cura di loro. Un grande ringraziamento alla squadra degli avvocati che ha fatto un lavoro fantastico per assistermi».

La reazione del procuratore alla libertà della comandante

La Procura aveva chiesto la convalida dell’arresto e il divieto di soggiorno in provincia di Agrigento. Il procuratore Luigi Patronaggio ha commentato così la notizia ai giornalisti dell’ANSA: «Occorre leggere le motivazioni. Si valuterà un’eventuale impugnazione. Il nostro punto di vista era diverso. Per noi era necessitata l’azione di salvataggio e non era necessitata invece la forzatura del blocco, che riteniamo un atto un po’ sconsiderato nei confronti della vedetta della Guardia di Finanza. È evidente però che si rispettano le decisioni dei giudici».

VirgilioNotizie | 03-07-2019 09:30

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