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Matteo Salvini, l'attacco al premier Conte sui Servizi segreti

Il leader della Lega ha lanciato un nuovo affondo all'indirizzo del Presidente del Consiglio

Il leader della Lega Matteo Salvini è tornato ad attaccate il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte in occasione del suo intervento alla trasmissione ‘Agorà’ su Rai Tre. Al centro della polemica c’è la richiesta rivolta al premier Conte di riferire al Copasir sui contatti che sarebbero avvenuti tra i Servizi segreti italiani ed esponenti dell’amministrazione Usa nell’ambito del Russiagate.

L’ex ministro dell’Interno ha dichiarato: “Se il presidente del Consiglio usava e continua ad usare tuttora i Servizi segreti come una sua dépendance, come dei suoi portatori di acqua e di bevande, spieghi al popolo italiano perché; se qualcuno ha pagato qualcosa o se qualcuno ha qualcosa da nascondere”.

Secondo quanto riporta l’Adnkronos, fonti di Palazzo Chigi fanno sapere che Conte riferirà al Copasir sulla vicenda, e che non risultano anomalie di comportamento da parte dei vertici dei servizi.

Salvini ha inoltre dichiarato in riferimento alle richieste degli Usa ai Servizi segreti italiani: “A ferragosto ero a Castel Volturno a fare il Comitato per l’Ordine e la Sicurezza contro la Camorra e la Mafia nigeriana, Conte non fece neanche mezzo colpo di telefono”.

Come si legge sul ‘Corriere della Sera’, dopo il premier Giuseppe Conte saranno convocati dal Copasir anche il capo del Dis Gennaro Vecchione e i generali Luciano Carta (Aise) e Mario Parente (Aisi).

I contatti tra Stati Uniti d’America e Italia, ricostruisce il quotidiano, risulterebbero avviati alcuni mesi fa. Nell’aprile scorso è stato reso noto il rapporto Mueller, che accusa la Russia di aver interferito nelle Elezioni Presidenziali americane e, pur sottolineando l’assenza di prove sull’esistenza di un complotto contro la candidata democratica Hillary Clinton, imputa a Donald Trump undici tentativi di ostacolare le indagini.

Immediata la reazione dei collaboratori più stretti del presidente. L’Italia era considerato tra i Paesi da contattare dal momento che proprio a Roma viveva Mifsud, il professore della Link University che per primo avrebbe parlato di mail “compromettenti” della Clinton in mano ai russi.

Agli inizi di agosto sarebbe stato contattato Palazzo Chigi per ottenere il via libera all’incontro con i Servizi segreti. Dopo qualche giorno, il ministro William Barr avrebbe visto Vecchione e, durante l’incontro, Bar avrebbe presentato una lista di richieste, poi girate all’Aisi e all’Aise. A metà settembre, poi, dal Dis sarebbe partita una lettera per fissare una nuova riunione il 27 nella sede centrale di piazza Dante.

Conte informò i suoi vice e i ministri competenti (Giustizia, Esteri e Difesa) delle richieste americane? Qualcuno nel Governo sapeva che il ministro William Barr avrebbe incontrato i capi dei Servizi segreti? Questi, secondo il ‘Corriere della Sera’, sono gli interrogativi che Conte dovrà chiarire.

VIRGILIO NOTIZIE | 03-10-2019 10:07

Diario del governo Lega-M5s, dalla nascita alla crisi Fonte foto: Ansa
Diario del governo Lega-M5s, dalla nascita alla crisi
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