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Massimo Mallegni nella bufera per lo spot elettorale giudicato sessista: il video del senatore di Forza Italia

Massimo Mallegni, candidato al Senato con Forza Italia, è finito nella bufera per uno spot elettorale: il video

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I social teatro della campagna elettorale e delle polemiche. Massimo Mallegni, senatore di Forza Italia uscente e candidato alle prossime elezioni, ha pubblicato un video su Facebook finito nella bufera. L’uomo di Silvio Berlusconi è stato accusato di sessismo per uno spot elettorale in cui interagisce con una donna intenta a pulire casa con l’aspirapolvere e un’altra alle prese col ferro da stiro.

Chi è Massimo Mallegni

Massimo Mallegni è un imprenditore turistico nato a Pietrasanta, in provincia di Lucca, il 28 novembre 1968.

Di Pietrasanta è stato sindaco due volte: dal 2004 al 2010, e poi dal 2015 al 2017.

Si è dimesso nel 2018, una volta diventato senatore con Forza Italia.

Ora è in campagna elettorale: conta di rientrare in Parlamento attraverso le politiche del 25 settembre 2022, sempre col partito di Silvio Berlusconi.

Il video rimosso da Facebook

Mallegni usa la sua pagina Facebook ufficiale per condividere i video della sua campagna elettorale, anche perché Berlusconi e TikTok insegnano – i social rappresentano il nuovo bacino in cui i politici cercano voti.

Nell’ultimo, condiviso alle 09:09 di lunedì 5 settembre, il senatore interagisce con due donne intente una a passare l’aspirapolvere, l’altra – incinta – a stirare.

Dura in tutto 26 secondi, che però bastano per accendere la polemica e gettare Mallegni nella bufera.

Il forzista, infatti, nel filmato dice: “Occuparsi della famiglia 7 giorni su 7 non è un lavoro? Dal 26 settembre, se saremo al Governo, approveremo una legge per dare uno stipendio e una pensione alle nostre mogli e alle nostre mamme. Ricordatevelo“. Sui social, il suo è stato definito un video “sessista”.

Le promesse elettorali di Mallegni

Il senatore, ripreso dall’Adnkronos, ha poi dichiarato che l’obiettivo del centrodestra, una volta al Governo, sarà “mettere più soldi in tasca agli italiani attraverso la riduzione del cuneo fiscale: oggi per uno stipendio da 1500 euro il datore di lavoro ne spende 3200. La differenza sono tasse che dovranno essere in gran parte restituite al lavoratore e questo non porterà un depauperamento delle casse dell’Erario, bensì una ripresa dei consumi e del ciclo produttivo: è l’unica strada per evitare recessione e restrizioni”.

E ancora: “A gennaio arriveranno i veri salassi delle bollette e dobbiamo essere pronti a dare più soldi alle famiglie e abbattere l’Iva. L’alternativa? La chiusura progressiva delle aziende”.

mallegni-video Fonte foto: Facebook
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