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Massimo Giletti torna in Rai e bacchetta Giorgia Meloni: "Mi stupisce perché la reputo una donna intelligente"

Massimo Giletti si prepara al ritorno in Rai e lancia una frecciatina a Giorgia Meloni: il conduttore contesta il controllo del potere su artisti e giornalisti

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Massimo Giletti torna in Rai e non risparmia qualche frecciatina alla premier Giorgia Meloni, accusata di avere una “visione arcaica” del rapporto fra potere e televisione. Il conduttore lamenta un eccesso di controllo su “ospiti” e “temi”. “Non è la strada giusta”, dice.

Giletti e la visione “arcaica di Meloni”

Per Giletti la tv pubblica dovrebbe tornare ad occuparsi del “prodotto”, smettendo invece di “controllare il prodotto”.

Nell’intervista rilasciata a La Stampa, Giletti chiede ai manager pubblici (espressione del potere politico) di lasciare artisti e giornalisti liberi di lavorare al meglio, sgravandoli dal peso del controllo politico.

Massimo GilettiFonte foto: IPA

Massimo Giletti.

Contro la par condicio

Il conduttore non ama la par condicio e lo dice senza girarci attorno: Giletti, che torna in Rai dopo 7 anni, la definisce una “ideologia tranviaria”, cioè simile al divieto di non parlare al conducente in vigore sui mezzi pubblici.

Dalla premier Meloni il giornalista si sarebbe aspettato un atteggiamento differente nei confronti della par condicio:

Mi stupisce perché Meloni, che reputo una donna intelligente e di grande capacità, è stata eletta senza avere manco mezzo usciere in Rai, senza un esponente nel Cda. Le idee non si pesano al minuto, non siamo al mercato, se sono buone la gente le diffonde, non sta a vedere il minutaggio. Quello che conta è il sentimento popolare del momento. Proprio da lei, da chi ha subito l’ostracismo, non mi aspetto che dia un valore così estremo alla par condicio, è una visione arcaica.

Il nodo della questione è che l’Italia è sempre in campagna elettorale, fra elezioni Politiche, Europee, Regionali e Comunali. Dunque la par condicio trova continua applicazione.

Il paradosso del serial killer

Per spiegare la sua posizione, Giletti tira in ballo una collega e ricorre a un paradosso provocatorio:

Penso che in realtà la par condicio codifichi una patologia degli italiani, la divisione in guelfi e ghibellini, senza vie di mezzo. Ma è un paradosso: mettiamo che Lorena Bianchetti dentro A sua immagine parli del quinto comandamento, non uccidere, allora deve invitare anche un serial killer?

Giletti contro “tele Meloni”

Il conduttore spera non si verifichi l’occupazione capillare degli esponenti della maggioranza di governo nei talk show politici e delle poltrone dirigenziali. Giletti ricorda la storia familiare di Giampaolo Rossi, direttore generale della Rai di area meloniana:

Spero non si faccia tele Meloni, sarebbe un errore tragico. Una volta Giampaolo Rossi parlò di suo nonno, un uomo di sinistra discriminato col fascismo. Credo sia un uomo intelligente, capace di mettere a fuoco questo suo passato familiare.

Parlando della presenza dei meloniani in Rai, Giletti ha però ricordato recentemente che “quando Meloni era all’opposizione, non le fu dato neppure un consigliere d’amministrazione come le spettava”.

Massimo Giletti Rai Giorgia Meloni Fonte foto: ANSA / IPA
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