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Mascherine, l'effetto su aerosol a distanza: nuovo studio

Una "barriera fisica" contro le particelle più piccole che viaggiano a distanza: i risultati dell'ultima ricerca

Quando vengono correttamente indossate, le mascherine forniscono una barriera fisica in grado di ridurre il numero di particelle virali nel respiro dei positivi al coronavirus. A dirlo, in un articolo apparso su “Science”, sono i ricercatori della University of California di San Diego guidati da Kimberly Prather.

Lo studio si focalizza sulle persone asintomatiche perché la trasmissione aerea del Sars-CoV-2, quella con il semplice respiro, assume infatti un’importanza centrale soprattutto per questa categoria di pazienti.

Secondo gli ultimi studi sul Sars-Cov-2″, tosse intensa e starnuti che diffondono le goccioline di saliva possono creare migliaia di particelle aerosol che possono viaggiare ancora più lontano. I ricercatori hanno dimostrato che oltre alle goccioline, il droplet, il virus può essere trasmesso anche attraverso queste piccolissime entità.

Un singolo minuto di conversazione ad alta voce, come riporta “Science” citato da Adnkronos, può generare “tra 1.000 e 100.000 particelle aerosol contenenti virioni o particelle di virus sospese nell’aria”.

Sono proprio queste particelle infettive ad accumularsi per ore nell’aria non circolante, dove poi possono essere più facilmente inalati in profondità nei polmoni. Per questo motivo, risulta difficile definire una distanza di sicurezza ottimale, hanno affermato gli autori.

Indossare le mascherine, questa la conclusione dei ricercatori, è particolarmente importante soprattutto  in quei “luoghi dove si possono accumulare alte concentrazioni di virus”, ad esempio le strutture sanitarie, gli aeroplani, ma anche ristoranti e altri posti affollati con ventilazione ridotta.

VIRGILIO NOTIZIE | 28-05-2020 15:28

In Italia arrivano le mascherine per i bambini: come sono fatte Fonte foto: Ansa
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