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Marsala, violenza sessuale su un'alunna 12enne: condannato il bidello della scuola dopo due anni di indagini

I magistrati del Tribunale cittadino hanno emesso la sentenza di primo grado, obbligando l'uomo al risarcimento danni e condannandolo al carcere

Di: VirgilioNotizie | Pubblicato il:

La notizia arriva dalla Sicilia, si tratta di un caso di cronaca che ha suscitato molte reazioni sui social e sulle pagine delle testate locali. Una vicenda dai contorni drammatici che rimarrà nella memoria della collettività, ma che nella giornata di ieri (mercoledì 18 maggio) ha visto un primo spiraglio di giustizia dopo due anni di incertezze e indignazione.

Marsala, la decisione dei giudici sul bidello accusato di violenza sessuale

L’oscuro protagonista della vicenda è un bidello di 62 anni, dipendente di un istituto comprensivo della città di Marsala (in provincia di Trapani), che i magistrati del Tribunale locale hanno condannato a cinque anni e nove mesi di reclusione nel primo grado di giudizio.

L’uomo – che lavorava da parecchi anni all’interno del plesso scolastico – era accusato di violenza sessuale compiuta ai danni di una ragazzina di 12 anni. Il collaboratore scolastico è stato anche condannato all’interdizione perpetua dai pubblici uffici, con l’ulteriore misura restrittiva a suo carico che prevede il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati da minorenni. Infine l’uomo dovrà far fronte ad un risarcimento dei danni e delle spese legali in favore della vittima e dei suoi familiari (la cifra sarà da quantificare davanti al giudice civile).

Ragazza 12enne vittima di abusi in una scuola di Marsala, condannato il bidello: la vicenda

La giovane è residente nel territorio cittadino assieme alla famiglia (Marsala è il quinto comune dell’isola per popolazione, con i suoi 80mila abitanti). Ai tempi in cui si sono consumati gli abusi (periodo in cui la città vene scossa anche da un altro fatto di cronaca nera, quello di Gianni Genna), la ragazza frequentava la scuola dove l’uomo lavorava, ma il reato si sarebbe consumato altrove.

Le violenze infatti sarebbero avvenute all’interno di un vecchio casolare nelle campagne dell’entroterra tra Marsala e Mazara del Vallo, dove il bidello avrebbe condotto la ragazza (che risulta essere figlia di “amici di famiglia“) con una scusa. La 12enne era poi riuscita a fuggire durante uno degli incontri.

L’indagine dei carabinieri era iniziata nelle prime settimane del 2020 a seguito della denuncia presentata dai genitori dell’adolescente. Nel processo – oltre alla ragazza e ai suoi familiari – ha deciso di costituirsi come parte civile anche il centro antiviolenza “La Casa di Venere” attivo in città.

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violenza-minorenne Fonte foto: 123RF

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