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Massimo Riella, l'evasione al cimitero e la latitanza. Il padre: "La gente se lo passa di casa in casa"

Como: Massimo Riella, evaso mentre era in visita sulla tomba della madre, starebbe trovando protezione da amici e conoscenti

Di: VirgilioNotizie | Pubblicato il:

Massimo Riella non si trova dopo che è evaso al cimitero mentre gli era stato concesso di far visita alla tomba della madre. Il padre 81enne Domenico, raggiunto dal Corriere della Sera, ha raccontato che sta trovando protezione e rifugio da amici e conoscenti che lo nasconderebbero alle forze dell’ordine. Ma chi è Riella? E perché era in carcere?

La storia di Massimo Riella, il 48enne evaso dal carcere mentre stava facendo visita sulla tomba della madre

Riella ha 48 anni, ha una figlia (avuta dall’ex moglie) ed era un imprenditore edile prima di essere catturato nel dicembre scorso con l’accusa di aver aggredito e derubato di settecento euro una coppia di novantenni di Brenzio, frazione di 36 abitanti del comune di Gravedona ed Uniti (Como).

L’aggressione è stata fatta con il passamontagna e sull’arma usata, un coltello, gli investigatori hanno isolato un Dna, quello appunto di Riella, che in passato avrebbe anche trafficato illecitamente con rifiuti e discariche abusive. Il padre di Riella, però, almeno per quel che riguarda l’accusa relativa alla rapina ai danni degli anziani, ha una versione differente.

“Tira avanti una vita da schifo. Non fa altro che ripeterlo, preferisce la galera“, ha dichiarato Domenico al Corsera. Ma a chi lo ripeterebbe? Con chi ha contatti? “Oh insomma, sveglia! La gente se lo passa di casa in casa, il mio Massimo non vaga nei boschi cacciando a mani nude… Lo tengono una notte a testa, quindi riparte. Semplice”.

Quando all’81enne si fa notare che c’è una incoerenza in quel che afferma (se vuole tornare in carcere perché non si consegna?), arriva una replica che prova a contraddire il lavoro degli inquirenti: “Siamo già d’accordo che ce lo porto io, ai carabinieri. Prima però bisogna arrestare il vero colpevole. Il mio Massimo è mezzo matto, m’ha fatto disperare… Però non è tipo da picchiare gli anziani”.

“Lui è fuggito per dimostrare la propria innocenza – sostiene sempre il padre -. Anche se ho il terrore che voglia farsi giustizia da solo. Casomai l’accoppa…”. E chi dovrebbe uccidere? “Non ricordo il nome. Un amico di Massimo. Traffica con la droga“.

In sintesi, Domenico sostiene che non sia stato il figlio l’autore del crimine, bensì un suo amico, che poi lo avrebbe incastrato: “Quel tizio dormì da Massimo, a casa sua, e così ebbe l’occasione per incastrarlo, adoperando una lama sulla quale c’erano le impronte di mio figlio. Non ci vuole un genio”.

Domenico torna poi sui trascorsi del figlio e aggiunge: “Ma quale santo… Per carità, avrà fatto sei, sette anni di cella, chi lo discute è scemo. Ma lui, anzi l’intera valle, che dico, ogni angolo delle montagne, esclude abbia preso di mira due poveri vecchi”.

Massimo Riella: il punto sulle ricerche

Massimo Riella è evaso dopo che essere stato accompagnato al cimitero da un furgone della Penitenziaria. Al momento stanno dando la caccia al 48enne carabinieri e finanzieri. Qualcuno ha accusato le forze dell’ordine di aver rinunciato alle ricerche per risparmiare soldi.

Sempre il Corsera smonta tale tesi, spiegando invece che si sta optando per l’analisi strategica per rintracciare Riella in quanto non era sostenibile spedire intere squadre sui bricchi, contando sulla presenza di residenti che fungono anche da sentinelle. Così si sta agendo in modo più silenzioso, aspettando la dritta giusta da qualche informatore.

Marco Riella continua la sua latitanza.Fonte foto: ANSA
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carabinieri-azione Fonte foto: ANSA

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