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Marco Damilano, il centrodestra in rivolta per l'intervista al filosofo Lévy: "Violata la par condicio"

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Monta la rabbia del centrodestra contro Marco Damilano, che secondo le accuse di Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia avrebbe violato la par condicio. Durante l’ultima puntata della trasmissione “Il cavallo e la torre”, andata in onda lunedì 19 settembre su Rai Tre, il giornalista Marco Damilano ha intervistato il filoso francese Bernard-Henri Lévy sollevando le proteste del centrodestra per i contenuti politici dell’intervista a meno di una settimana dal voto del 25 settembre.

Barachini non cita Damilano ma critica le parole dell’ospite

L’attacco arriva dal senatore di Forza Italia, e presidente della Commissione di Vigilanza Rai, Alberto Barachini. Proteste poi seguite dagli interventi di alcuni esponenti della Lega, che hanno chiesto le dimissioni dell’amministratore delegato Carlo Fuortes, e da Fratelli d’Italia che ha annunciato un esposto all’Agcom.

Secondo Barachini, “l’ospite internazionale ha svolto un lungo e violento monologo diretto ad alcuni esponenti politici senza contraddittorio”. Sempre Barachini, che specifica di parlare a nome proprio e non della Vigilanza Rai, “il conduttore è stato incapace di arginare la violenza verbale dell’ospite in piena par condicio”.

Fratelli d’Italia annuncia un esposto all’Agcom

Duro l’intervento di Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, che ricorda come lo scrittore Lévy in passato abbia difeso “il terrorista comunista Cesare Battisti”.

“Il servizio pubblico ospita uno scrittore francese per spiegarci l’idea di democrazia della sinistra e paragonare un’Italia a guida centrodestra ai peggiori regimi”, prosegue Meloni riferendosi alla trasmissione di Marco Damilano.

Federico Mollicone, esponente di Fratelli d’Italia e membro della Vigilanza Rai, si chiede “che fine ha fatto la par condicio” e annuncia un esposto all’Agcom.

La rabbia del centrodestra contro Marco Damilano: cos'è successoFonte foto: ANSA
Un momento della trasmissione condotta da Marco Damilano

La Lega attacca Damilano: “Offese gratuite a Salvini”

All’attacco della trasmissione condotta da Marco Damilano anche la Lega con Elena Maccanti, che denuncia gli “insulti gratuiti arrivati senza contraddittorio a Matteo Salvini e alla Lega”.

“E per tutto questo la Rai spende pure 200mila euro l’anno per il compenso di Damilano, per mandarlo in televisione ad attaccare la Lega”. Maccanti, in chiusura del suo intervento, chiede le dimissioni dell’ad Carlo Fuortes e “l’avvio di una riflessione profonda sulla tv di Stato”.

La nota critica dell’Usigrai contro la trasmissione di Damilano

Sulla trasmissione di Marco Damilano è arrivato anche il fuoco “amico”, rappresentanto dal sindacato Usigrai. “Una puntata a senso unico, con un contraddittorio debolissimo, il tutto a una settimana dalle elezioni”, si legge nella nota.

In particolare, l’Usigrai critica la scelta di affidare la conduzione del programma a un giornalista esterno “nonostante si potesse contare su quasi duemila profili interni”.

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