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Il M5S lascia il governo Draghi? "Tentazione" Conte: c'è la data

Emerge un retroscena sul futuro del Movimento 5 Stelle a guida Giuseppe Conte

A poche ore dall’annuncio dell’inizio del “secondo tempo” del Movimento 5 Stelle fatto dal leader in pectore del M5S Giuseppe Conte, emergono già i primi retroscena sulle prossime mosse dell’ex premier. Uno di questi, come riferito da ‘Il Messaggero’, riguarda la possibile fuoriuscita dal governo Draghi del Movimento 5 Stelle a guida Conte.

M5S: i due step della “svolta radicale” di Conte

L’ex presidente del Consiglio sarebbe tentato dall’idea di imporre “una svolta radicale” alla linea del M5S.

Gli step previsti sarebbero due: il primo prevede la decisione di prendere “una distanza visibile” da Mario Draghi, mentre il secondo completerebbe l’opera con l’uscita dal governo.

M5S fuori dal governo Draghi? Spunta la data

Secondo ‘Il Messaggero’ sarebbe già stata fissata una data: il 3 agosto, giorno in cui scatterà il semestre bianco e il presidente della Repubblica Mattarella non potrà più sciogliere il Parlamento e mandare a casa deputati e senatori con quasi 2 anni di anticipo.

Le 3 ragioni della “grande tentazione” di Conte

Sarebbero 3 le ragioni di quella che è stata descritta come la “grande tentazione” di Giuseppe Conte.

La prima: passare all’opposizione permetterebbe al M5S di riacquisire “la verginità anti-sistema” e riconquistare consensi tra gli elettori.

La seconda: una linea più moderata rischierebbe di non essere abbastanza per ammortizzare la spinta degli ortodossi tentati dalla scissione.

La terza: Conte è descritto come “profondamente scontento” dalle mosse del governo Draghi su giustizia, infrastrutture e ambiente.

Gli ostacoli alla “grande tentazione” di Conte

Sono diversi gli ostacoli allo scenario ipotizzato per il futuro del Movimento 5 Stelle a guida Conte.

Secondo ‘Il Messaggero’, Conte sa che l’ala governista del M5S guidata da Di Maio è pronta a fare barricate e sa anche che uscire dal governo significa anche rinunciare a partecipare alla gestione dei 248 miliardi del Recovery Plan.

L’ex premier sa anche che un eventuale disimpegno dal governo potrebbe scatenare la rivolta di gran parte dei parlamentari.

Un’altra ragione che ancora frenerebbe Conte sarebbe il rapporto con il Pd: rompere con Draghi e andare all’opposizione vorrebbe dire archiviare (forse definitivamente) l’ipotesi di un’alleanza col Partito Democratico.

Le dichiarazioni ufficiali di Giuseppe Conte

Nel corso di un’intervista al ‘Corriere della Sera’, Giuseppe Conte ha dichiarato ufficialmente: “È normale che il disagio dei cittadini si ripercuota anche sulla forza che conserva la maggioranza relativa in Parlamento. Noi che abbiamo lavorato per la tenuta del Paese durante le fasi più acute della pandemia, però, vogliamo essere protagonisti anche della ripartenza. Lo saremo in modo leale e costruttivo senza rinunciare ai nostri valori e alle nostre battaglie”.

M5S: la “stoccata” di Matteo Renzi

In casa M5S c’è da registrare, intanto, la nuova stoccata di Matteo Renzi.

A ‘L’aria che tira’, su La 7, il leader di Italia Viva ha detto: “Io penso che il Movimento 5 Stelle sia finito”.

Matteo Renzi ha poi definito i 5 Stelle “imbarazzanti” perché “hanno cambiato posizione su tutto”.

Su cosa farà Conte col M5S, l’ex dem ha aggiunto: “È uno dei temi che mi interessa meno in assoluto, se ha futuro o no come leader politico, se lo voteranno. Conte ha fatto una grande operazione di immagine sulla sua persona, ha una base forte di like”.

Infine, sul governo Draghi: “Al governo Draghi la spina non la stacca nessuno. Con Draghi c’è un ‘metti in pausa’, Draghi è la safety car. Da qui al 2023 cambierà tutto, nel M5s e nel centrodestra”.

VirgilioNotizie | 07-06-2021 14:10

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