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L'urlo di Munch si sta scolorendo: il grido d'allarme

Un team internazionale al quale hanno lavorato il Cnr e l'Università di Perugia hanno scoperto la causa del degrado dell'opera d'arte

Salvate L’Urlo di Munch! Il gioco di parole nel titolo è quanto mai necessario per descrivere il rischio che sta correndo l’opera del pittore norvegese Edvard Munch, una delle più famose e preziose al mondo. A causare il lento ma inesorabile degrado del dipinto, sarebbe l’umidità e non la luce come si era pensato fino a qualche tempo fa.

La conclusione sullo stato dell’arte del famoso “Urlo” è arrivato al termine di un lungo studio condotto da un team internazionale di cui hanno fatto parte anche l’Università italiana di Perugia e il Cnr oltre l’Università belga di Anversa, del Bard Graduate Center di New York (Usa), del sincrotrone tedesco Desy di Amburgo e del Munch Museum di Oslo dove si trova l’opera.

Gli studiosi, attraverso analisi attraverso metodologie spettroscopiche non invasive del Cnr Molab e micro-analisi applicate all’Esfr di Grenoble sono giunti alla conclusione che “sono l‘umidità e non la luce a provocare lo sbiadimento dell’opera“.

Un importante passo in avanti che consentirà al Museo di Oslo di mettere a punto tutte le precauzioni di conservazione del quadro di Munch, risalente al 1910, che negli ultimi 15 anni, proprio a causa del lento degrado, è stato esposto sempre meno al pubblico proprio per poterne mettere la sua “stupenda angoscia” a disposizione della gente.

“Lo studio – spiega all’Adnkronos, Letizia Monico, ricercatrice dell’Istituto di scienze e tecnologie chimiche ‘Giulio Natta’ del Cnr – mostra che il solfuro di cadmio originale si trasforma in solfato di cadmio in presenza di composti contenenti cloro ed in condizioni di elevata umidità relativa percentuale. E ciò accade anche in assenza di luce”.

VirgilioNotizie | 16-05-2020 11:25

Munch: Van Gogh exhibition in Amsterdam Fonte foto: Ansa
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