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Libia, raid aereo su Accademia militare a Tripoli: 28 morti

Il portavoce del generale Khalifa Haftar, Ahmed Al Mismari, ha però smentito un coinvolgimento

Il portavoce del generale Khalifa Haftar, Ahmed Al Mismari, ha smentito in conferenza stampa che l’aviazione del comando generale dell’Lna sia responsabile del bombardamento che ha colpito ieri sera l’Accademia militare a Tripoli causando la morte di almeno 28 persone. Come riporta l’Ansa, ha poi precisato che “l’esplosione ha avuto luogo dall’interno e non dall’esterno” e che l’attacco sarebbe “opera di terroristi, di Al Qaeda e Isis, che sono contrari a ogni organizzazione di forze armate riconosciute in Libia, e avevano già colpito l’accademia militare di Bengasi”.

“Ventotto martiri e 18 feriti fra gli studenti dell’Accademia militare di Tripoli”, si legge sulla pagina Facebook dell’operazione “Vulcano di collera” delle forze filo-governative che difendono la capitale libica dove è insediato il premier Fayez al-Sarraj.

La cifra di 28 morti per il raid “dell’aviazione di Haftar” era stata accreditata da una fonte ufficiale del ministero della Sanità libico, prima della smentita.

Immagini diffuse da “Vulcano di collera” mostrano un piazzale con una decina di corpi a terra, pozze di sangue e quattro automezzi bianchi oltre a feriti che vengono curati in una struttura sanitaria. Il raid, assieme a un altro che avrebbe colpito di nuovo l’aeroporto internazionale Mitiga, è stato condotto mentre l’Italia e le altre potenze europee lavorano a una missione diplomatica che eviti un’escalation militare in Libia.

Ma soprattutto è stato sferrato poche ore dopo che Haftar, il quale da aprile cerca di conquistare Tripoli, ha lanciato una drammatica chiamata alle armi: un appello a tutti i libici contro un eventuale intervento militare di Ankara, dove il parlamento ha autorizzato il presidente Recep Tayyip Erdogan a inviare soldati per rafforzare il governo di Tripoli sostenuto dall’Onu.

“Noi accettiamo la sfida e dichiariamo il jihad e una chiamata alle armi”, ha attaccato Haftar in un discorso trasmesso in tv, invitando “uomini e donne, soldati e civili, a difendere la nostra terra e il nostro onore”. L’uomo forte di Bengasi ha quindi insultato Erdogan dandogli dello “stupido sultano” e ha accusato Ankara di essere intenzionata a “riprendere il controllo della Libia”, che è stata una provincia dell’Impero Ottomano fino alla conquista coloniale italiana nel 1911.

VIRGILIO NOTIZIE | 05-01-2020 18:20

0499d372517db741e8eb399b55689b96.jpg Fonte foto: Ansa
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